Icona della Madre di Dio di Andria (BAT)
Автор: Antonio Calisi
Загружено: 2024-05-27
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Il principio dell’iconografia bizantina della Madre di Dio è quello di presentare e rendere visibile il mistero dell’unione del divino con l’umano ovvero l’Incarnazione di Dio. Le cosiddette icone mariane, non intendono rappresentare pienamente l’immagine della Vergine, per questo nell’iconografia bizantina non è mai rappresentata senza il Figlio di Dio. Maria, infatti è colei che ha generato la persona di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, e grazie al suo sì, ha permesso l’Incarnazione del Verbo di Dio consentendo il ritorno dell’umanità alla sua primitiva immagine, dopo essere stata offuscata dal peccato. La Vergine stessa rappresenta il modello della intera restaurazione dell’immagine dell’uomo riscattata e redenta.
Questi profondi concetti teologici sono ben presentati nella stupenda icona della Madre di Dio con Bambino che si venera ad Andria, collocata nel Museo diocesano "San Riccardo", probabilmente opera di un laboratorio di Costantinopoli ed in seguito importata in Puglia intorno alla seconda metà del XIII secolo.
L’icona fu trovata e raccolta in un angolo della retrosacrestia della cattedrale con altri quadri, questa è forse la ragione del suo deterioramento. Infatti, la tavola originariamente era più grande, col tempo ha perso i pezzi laterali, inferiore e superiore. Tale danneggiamento appare evidente dall'incompletezza dell'aureola e delle spalle, sia della Vergine che del Bambino, al quale mancano anche gran parte delle gambe. Se pur ridotta, non ha perso di carattere ma è rimasta intatta la sua bellezza e delicatezza.
La Vergine ha il capo inclinato a sinistra verso il Bambino. Indossa il maphorion, il manto che copre il capo e le spalle della Vergine, di colore blu con lumeggiature in azzurrite, bordato di ocra e oro, che si chiude incrociandosi. Sotto il mantello si intravede, sul suo capo, una cuffia di color porpora. La Madre di Dio sostiene Gesù Bambino con le sue braccia, raffigurata come un trono che regge il Figlio di Dio porgendolo all’umanità.
Il Bambino indossa una veste di porpora lumeggiata in oro. I nimbi sono punzonati e quello del Bambino è cruciforme di colore rosso.
La raffinatissima velatura dei colori dei volti, torniscono in modo particolare il volto ovale della Vergine da cui traspare una dolce malinconia. Gesù Cristo con la mano destra benedicente ci rivela, nella posizione delle dita, i due misteri fondamentali della nostra fede: le due nature, umana e divina unite nella sua persona, espresse dall’unione dell’anulare e del pollice e della Santa Trinità manifestata dalle altre tre dita.
La bellezza di Maria, Madre di Dio, appare in modo tutto particolare negli splendidi inni della liturgia orientale in modo particolare in quella detta Akathistos, che così la esalta:
“Gioisci, Tu sede di Dio, l'Infinito,
Gioisci, Tu porta di sacro mistero.
Gioisci, dottrina insicura per gli empi,
Gioisci, dei pii certissimo vanto.
Gioisci, o trono più santo del trono cherubico,
Gioisci, o seggio più bello del seggio serafico.
Gioisci, o tu che congiungi opposte grandezze,
Gioisci, Tu che sei in una e Vergine e Madre.
Gioisci, per Te fu rimessa la colpa,
Gioisci, per Te il paradiso fu aperto.
Gioisci, o chiave del regno di Cristo,
Gioisci, speranza di eterni tesori.
Gioisci, Vergine e Sposa! (Stanza XV)
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