Icona San Nicola di Mira Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari
Автор: Antonio Calisi
Загружено: 2022-12-05
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Il santo più venerato nella Chiesa, dopo la Madre di Dio, è sicuramente san Nicola, vescovo di Myra.
Il prendersi cura degli ultimi è il suo miracolo più grande, per questo ogni nazione lo ha fatto proprio protettore, poiché considerato difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie. Morto all'incirca nell'anno 335, nel 1087 le sue spoglie giunsero a Bari, dove è venerato come patrono ed è ritenuto Padre e Dottore della riconciliazione dei cristiani, ponte di dialogo che unisce Occidente e Oriente.
Con voi, voglio contemplare questa meravigliosa icona che ritrae la sua immagine proviene dalla chiesetta di Santa Margherita a Bisceglie, fondata nel 1197 e dal 1964 custodita nella Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari.
L’icona probabilmente risale alla seconda metà del XIII secolo ed è opera di un iconografo locale che ben conosceva la produzione agiografica miniata della Grecia continentale tale da confermare l'ipotesi di una sua possibile formazione come miniatore. Sul piano iconografico il dipinto segue correttamente la tradizione agiografica bizantina.
Al centro abbiamo la figura intera del santo, in posizione frontale, rivestito degli abiti vescovili con omophorion (il pallio episcopale), segnato dalle croci, che scende davanti. Con la mano destra benedice alla bizantina mentre regge nella sinistra velata il Vangelo. Ai lati della testa, dai capelli bianchi e attorniata dall’aureola, si disgiungono le figure di Gesù e della Madre di Dio che restituiscono l’una il Vangelo, l’altra l’omophorion, simboli della sua dignità episcopale tolte al Santo, secondo la tradizione, a seguito della sua indignata reazione nella discussione con l’eretico Ario durante il Concilio di Nicea del 325.
Intorno alla cornice si dispongono le scene della vita e dei miracoli secondo un ordine di lettura da sinistra a destra.
Nel registro superiore vediamo allineati:
1) Nascita di Nicola che, appena nato, si alza in piedi nella tinozza nella quale è immerso dalla levatrice.
2) Nicola è istruito dal vescovo di Mira.
3) Il giovane Nicola dona, segretamente, tre sacchetti di monete d’oro al padre di altrettante ragazze che la miseria avrebbe destinato alla prostituzione.
4) Il padre, identificato il santo caritatevole, si inchina per esprimere gratitudine.
Seguono, sui quattro registri centrali:
5) Nicola, ancora laico, viene eletto dai presbiteri della cattedrale, vescovo.
6) È consacrato sacerdote e vescovo.
7) Ancora in vita ma da tempo in fama di santità, Nicola appare a dei marinai spaventati dalla tempesta e calma le acque.
8) I marinai, identificato il loro salvatore nel vescovo di Mira, si inchinano per ringraziarlo.
9) Uno spirito diabolico, travestito da pellegrina, dà ai marinai di una nave in partenza per Mira una bottiglietta d’olio con la quale ungere le mura di quella chiesa.
10) Il Santo appare ai marinai in alto mare comandando di buttare in mare l’olio, che a contatto con l’acqua prende fuoco manifestando il demoniaco inganno.
11) Il vescovo di Mira, ancora in vita, intercede in difesa di tre militari e li salva dalla morte.
12) Ricordando questo, i tre generali innocenti e ingiustamente incolpati, dal carcere nel quale sono imprigionati, pregano il Santo.
Sul registro inferiore, molto deteriorato:
13) San Nicola compare in sogno all’imperatore Costantino e Ablavio salvando i tre generali.
14-15) Le scene, delle quali sono salvi soltanto piccoli frammenti, riproducevano forse l’una la conclusione della Praxis de stratelatis e l’altra la prefazione del racconto. E tuttavia probabile che ci fosse la rappresentazione della morte del santo.
16) Il santo, post mortem, nel giorno della sua festa, riconduce prodigiosamente alla famiglia il giovane Adeodato, schiavo dei saraceni.
Così preghiamo san Nicola nella liturgia bizantina:
“Regola di fede e immagine di mitezza, maestro di continenza: così ti mostrò al tuo gregge la verità dei fatti; per questo con l’umiltà hai acquisito ciò che è elevato, con la povertà, la ricchezza, o padre e vescovo Nicola: prega Cristo Dio, perché salvi le anime nostre.” (Troparion)
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