DONNA TARTT (1963 - ) – “Il cardellino” 2013
Автор: Fondazione Carisbo
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Quarta lezione della VIII Edizione del corso di Pedagogia della Lettura a cura del Prof. Antonio Faeti, “Le educazioni sentimentali”, 25 itinerari pedagogici (11 novembre 2014).
Per una singolare coincidenza, mentre le librerie bolognesi esibivano il dilagante romanzo (892 pagine...) di Donna Tartt, “Il cardellino” dipinto da Carel Fabritius nel 1654, era visibile nella nostra città porgendo così, a chi lo ammirava, un brandello di ermeneutica speciale e ineludibile. A certi oggetti, a certe icone, e poi a dive, a campioni di ciclismo, a indossatrici, a immagini di animali eroi della televisione, si collegano per sempre l'età e le cadenze di ogni educazione sentimentale. Quella del tredicenne Theo Decker, superstite di un attentato in cui ha perso tutto, ma dal quale ha ricavato il meraviglioso, piccolo dipinto, è riassuntiva fino al parossismo perché è verissima, credibilissima, però capace di attrarre a sé vite, esistenze, tragitti, peripezie di epoche non vicine, di adolescenti non di oggi. Ben presente, in questa così vasta narrazione, è quel motivo del viaggio che ritma, da Mark Twain in poi, l'educazione sentimentali di tanti giovani americani. Si deve e si può citare anche la droga, qui collocata entro una cornice peraltro diversa dalle tante offerte dal romanzo e dal cinema. Proprio pensando alle educazioni sentimentali da cui è composta tutta una tradizione narrativa, l’autrice ha come avvolto l'evolversi di Theo entro una coltre onirica finemente intrisa nei barlumi dell'oblio: la Storia non si palesa, anzi tende astutamente ad ammiccare in una perfetta commistione di prima e dopo. E così una mirabile piccola tela del Seicento diventa la sacra, eccitante, nascosta icona di una educazione sentimentale in cui la presenza si intride di assenza. Considerata la grandezza di Donna Tartt è necessario asserire che “Il cardellino” non dovrebbe risultare separato da “Dio di illusioni” e “Il piccolo amico”, gli altri suoi romanzi.
BIBLIOGRAFIA E ALTRI RIFERIMENTI
DONNA TARTT
“Dio di illusioni”.
“Il piccolo amico”.
“Il cardellino”.
Fonte “Panorama” del 9 aprile 2014:
Gli ingredienti di Tartt
30% J.D. Salinger
10% Robert Louis Stevenson
10% Siri Hustvedt
5% Bret Easton Ellis
45% Charles Dickens
NO! Invece per contro:
BIANCAMARIA PISAPIA, “La solitudine nella letteratura americana dell’Ottocento” in “Studi americani” n. 5, Roma, 1957.
LESLIE A. FIEDLER, “Amore e morte nel romanzo americano”, Longanesi, 1960.
PAUL BOYER STEPHEN NISSENBAUM, “La città indemoniata. Salem e le origini sociali di una caccia alle streghe”, Einaudi, 1974.
WALT WHITMAN
“Giorni rappresentativi”, Neri Pozza, 1964.
“Foglie d’erba”, Einaudi, 1950.
EMILY DICKINSON, “Tutte le poesie”, “I Meridiani”, 1997.
SHERWOOD ANDERSON, “Racconti dell’Ohio”, Einaudi, 1950.
BENIAMINO PLACIDO, “Le due schiavitù. Per un’analisi dell’immaginazione americana”, 1975.
MARK TWAIN:
“Le avventure di Huckleberry Finn”.
“L’uomo che corruppe Hadleyburg”.
“In cerca di guai”, Adelphi, 1993.
Martin Mystère: “L’uomo che raccontava storie”, speciale n. 18, Sergio Bonelli editore, 2001.
JACK LONDON, “Martin Eden”, nella trad. di GASTONE ROSSI, Sonzogno, 1928.
WILLIAM FAULKNER, “L’urlo e il furore”, Mondadori, 1947.
HERMAN MELVILLE, “Le Encantadas”, Mondadori, 1957, “La vedova ciola” p. 46.
HENRY JAMES, “L’arte del romanzo”.
GIOVANNA MOCHI, “Le cose cattive di Henry James”.
MAXWELL GEISMAR, “Il romanzo di America.” 1. “Ribelli e antenati”, 2. “La seconda generazione”, Il Saggiatore.
RICHARD MATHESON, “Racconti”.
CARL GUSTAV JUNG, “Considerazioni sulla psicologia dei sogni”, 1916.
TIMMERMANN, “Bruegel”.
FROMENTIN, “I maestri d’un tempo”.
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