WILLIAM GOLDING (1911-1993) – “Il Signore delle mosche” 1954
Автор: Fondazione Carisbo
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Terza lezione della VIII Edizione del corso di Pedagogia della Lettura a cura del Prof. Antonio Faeti, “Le educazioni sentimentali”, 25 itinerari pedagogici (4 novembre 2014).
Erano molti e fra loro assai diversi i bersagli che consapevolmente assegnava a sé stesso l'autore di un libro unico, sconcertante, angoscioso e tuttavia premiato da un successo imponente. Golding colpiva il mito dei buoni fanciulli, bersagliava la pedagogia progressista, demoliva gli stereotipi di ogni aurorale dolcezza spontaneista. L'educazione sentimentale che si coltivava occultamente, da sola e in piena autonomia, priva di indirizzi e controlli, senza castighi e coercizioni, conduceva i ragazzini ad adorare una testa di maiale infissa in un palo e attorniata da nugoli di insetti. Morti gli adulti nell'incidente aereo che aveva fatto precipitare l'apparecchio sull'isola, superstiti solamente i ragazzini, avevano cominciato a regredire fino all'abbandono di tante abitudini scolastiche e familiari, ritrovando gli spettri selvaggi e remoti di una dimensione ancestrale. Il timore di una educazione sentimentale terribilmente regressiva era apparso, tanti anni prima, nei libri dedicati ai “ragazzi selvaggi”. Ma Golding, scrivendo il suo libro appena nove anni dopo le due atomiche sganciate dagli americani sul Giappone, evocava fantasmi più recenti, più credibili, più imminenti. L'educazione sentimentale regressiva fu accolta con molta attenzione da molte culture, suscitò credibili timori entro contesti molto diversi tra loro. Si trattava, ad un tempo, di paure ancestrali e di motivazioni vicinissime: così, dopo il grande successo iniziale, il libro, più che dimenticato, fu rimosso. Una coincidenza però fa riflettere: quando Mondadori ripubblicò il romanzo, nel 1966, vendette ben centocinquantacinquemila copie. Mentre il volume occhieggiava dalle edicole negli “Oscar”, gli americani sganciavano per sbaglio due atomiche, presso Palomares.
BIBLIOGRAFIA E ALTRI RIFERIMENTI
WILLIAM GOLDING
“Il signore delle mosche”.
“La guglia”.
La Grane Trilogia del Mare:
1. “Riti di passaggio”.
2. “Calma di vento”.
3. “Fuoco sotto coperta”.
“La folgore nera”.
“Caduta libera”.
“L’oscuro visibile”.
RENATO SIMONI, ANTONIO RUBINO, “Il collegio La Delizia”.
VEAN VIGO, “Zéro de conduite”, film del 1933.
DUE VERSIONI FILMICHE:
“Il signore delle mosche”, di PETER BROOKE, GB 1963.
“Il signore delle mosche”, di HARRY HOOK, USA, 1990.
ANTONIO FAETI fra gli sconosciuti adoratori del Signore delle mosche in:
“Letteratura per l’infanzia”, La Nuova Italia, Firenze, 1977 e 1985.
ALTRI “ADORATORI”:
ORESTE FERRARI, “Il mistero di Kaspar Hauser (1828-1833)”.
JAKOB WASSERMANN, “Caspar Hauser”.
HANSELM VON FEUERBACH, “Kaspar Hauser”.
JEAN ITARD, “Il ragazzo selvaggio”, Longanesi, 1970.
FRANÇOIS TRUFFAUT, “L’enfant sauvage”, film 1969.
JOHN WYNDHAM, “I figli dell’invasione”, Oscar Mondadori fantascienza, 1959.
RENÉ SCHERER, “Emilio pervertito”, Emme edizioni, 1976.
BUENAVENTURA DELGADO, “Storia dell’infanzia”, edizioni Dedalo, 2002.
EILEEN RHODA POWER, “C’eravamo anche noi”.
FERNANDO SAVATER, “L’infanzia recuperata”.
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