Resistenza a Mestre, aprile 1945: cattura e liberazione del partigiano Walter Chinellato di Marcon
Автор: Camillo Pavan
Загружено: 2015-08-11
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Intervista in dialetto veneto registrata da Camillo Pavan a casa di Chinellato (Casale s. Sile, 8.8.2015)
TRASCRIZIONE in italiano
«È stato così: la domenica 22 aprile i fascisti hanno fatto un rastrellamento fra Gaggio e Marcon; hanno tagliato le corde delle campane di Gaggio perché avevano suonato che era l’ora del Vespro, e dicevano che avevano suonato per fare un segnale ai partigiani della presenza dei fascisti
Sono venuti a casa mia e mi hanno preso; io ero a casa a Marcon, in via Pialoi
Ero appena andato a casa, che ero stato insieme con Giacomo Ortolan
Dov’eravate stati?
Eravamo a Marcon. Noi abbiamo sempre operato sulla zona di Bonisiolo […]
00:39 Facevamo parte della GAP: "gruppi armati di pianura" [sic]. Dopo siamo passati con la brigata Ferretto, quando hanno ammazzato Erminio Ferretto, che fra l’altro il giorno dopo che hanno ammazzato Ferretto, la notte dopo, Sergio Volpe [Martino Ferretto] che era suo [cugino] e “Lepre”, hanno dormito a casa mia, perché noi abitavamo in una casa di campagna, in mezzo ai campi.
A casa mia, in tempo di guerra c’era una fotoelettrica della marina […] e io, quando i marinai sono scappati [dopo l’8 Sett.], ho nascosto i fucili.
Era già organizzato, lei!
(Moglie) - Eh Madonna, è qua per miracolo!
01:30 Io sono stato preso, invece Giacomo Ortolan ha fatto in tempo a scappare. Quando mi hanno preso mi hanno chiesto se conoscevo gli Ortolan, io ho detto che non conoscevo nessuno: volevano fucilarmi perché hanno trovato un fucile che avevo nascosto
C’era nei pressi uno che era “sbandato” da poco, diceva che era scappato dalla Francia e invece era una spia delle brigate nere. Lo aveva accolto una famiglia vicina a noi, Artuso: saremmo stati 200 metri distanti, da casa a casa […]
Questo sbandato si è presentato a casa mia con le brigate nere e ha detto “Walter, non fare il fesso, tira fuori le armi.”
Gli ho detto “non ho armi, non ho niente” e lui “so anch’io dove sono”, e li ha portati … perché sapeva di questo fucile, però l’altra roba io avevo fatto in tempo a farla sparire tutta. Insomma, mi hanno preso, e ho sempre negato tutto
A fianco della casa c’era un salice, un piccolo salice, e mi hanno messo davanti al salice perché volevano fucilarmi. Mia mamma ha preso per il collo il comandante delle bb.nn. - Aranzano, era.
Come si chiamava?
Aranzano: era comandante delle brigate nere della piazza di Mestre [Ettore Aratano comandante del II Battaglione della Brigata nera “Asara”. Cfr. http://resistenzaveneziana.blogspot.i... ]
02:52 L’ha preso per il collo, così. “Mio figlio”, ha detto, “vuoi fucilare! Non è mica un criminale. Se volete fucilare lui prima bisogna che ammazziate me”. Si è messa davanti a me!
Mi hanno preso e hanno detto: “Lo portiamo alle SS, vedrai che là cantano”
Mi hanno portato a Mestre, sopra il ponte della Pescheria, che era là il comando delle brigate nere
Mi hanno interrogato e io ho sempre negato. Il fucile ho detto che l’avevano lasciato là i marinai. [...]
Ho sempre negato, e intanto è venuto il 27 aprile
03:34 Il 27.IV mattino si è presentato l’avvocato [Etelredo] Agusson, che faceva parte del CLN di Mestre
In carcere con me c’erano Andrea Morini, quello che aveva la libreria sul “palazzon” di San Lorenzo, e dopo c’era … che è stato il primo segretario del PCI di Venezia [Massimo Balladelli ?]
In quanti eravate in questa cella?
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Catturati qua nella zona?
Sì, della zona, fra cui c’era il comandante della GAP che era Gigi [Luigi] Giurin
04:20 - [Agusson] si è presentato ai fascisti e, con un trucco - ha rischiato la vita, perché dovevano fucilarci in piazza a Mestre - … ha detto: “Se lasciate liberi gli ostaggi, vi vestite in borghese e andate via, e noi vi lasciamo salvi, non vi facciamo niente, sennò…”
[Perché] subito, appena si era presentato, l’hanno preso e l’hanno messo al muro. Volevano ammazzarlo, e lui ha detto: “Se io entro un’ora non vado fuori da qua, qua salta tutto”
Questo comandante, di nome…
L’avv. Agusson
Quando i fascisti hanno buttato giù le armi [...] noi abbiamo iniziato a raccoglierle
Il comandante [fascista] dice: “E no, prenderle su: se è resa, è resa per tutti”
E [Agusson]: “Buttate giù tutto, non prendete niente”
05:23 Quando ha potuto, che non sentiva nessuno di loro, ci ha detto: “Guardate che, giù dalle scale ... si salvi chi può, perché fuori non c’è nessuno”
Puoi immaginarti noi, diocristo … guarda, mi viene ancora il pelo dritto, me le ricordo sempre queste parole
(Moglie) - Questione di vita o di morte, era
[...]»
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Altra interv. a W. Chinellato in “Memoria resistente. La lotta partigiana a Venezia ...”. Nuova Dimensione, 2005, pp. 881-889 a c. Daniele Ceschin
Un cenno in Sandra Savogin, “Rialzare la testa. La lotta di liberazione a Marcon...”, Nuova Dimensione, 2013, p. 93
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Partigiani provincia Venezia
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