Lezione di Storia dell'arte - n 45 - I Macchiaioli
Автор: Arte in 7 minuti
Загружено: 2024-01-31
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@artein7minuti
La rivoluzione pittorica dei Macchiaioli.
Chi furono?
I Macchiaioli furono un gruppo di artisti che si affermarono nella seconda metà dell'Ottocento.
Sulla scia del Realismo francese, in Toscana un gruppo di artisti iniziò a contestare le regole accademiche della pittura romantica.
Nasceva in Italia in quegli anni, un gruppo di artisti denominati i Macchiaioli che rivoluzionarono la pittura.
Il termine 'Macchiaioli' deriva dall'uso di ampie campiture di colore, dal rifiuto della linea di contorno, con un obbiettivo: rappresentare la realtà secondo le leggi ottiche affidandosi all'uso sapiente del colore.
La 'macchia' è un modo per contestare l'esecuzione accademica e romantica del dipingere.
Ma la cosa importante è che attraverso le tele dei Macchiaioli, noi entriamo in una pagina
di storia, quella del Risorgimento italiano, di quel processo che attraverso le imprese patriottiche porterà all'Unità d'Italia.
I dipinti dei Macchiaioli sono dei veri e propri documenti visivi che consentirono all'epoca, al pubblico dell'Ottocento, di partecipare emotivamente agli eventi, a quegli eventi che si leggevano sui giornali.
Oggi questi dipinti, consentono di rivivere con immediatezza pagine di storia che soltanto i libri possono raccontare.
I Macchiaioli si riunirono al caffè Michelangelo di Firenze, per discutere di arte e politica.
Giovani idealisti, insoddisfatti dell'arte che condividevano il desiderio di rinnovare l'arte italiana.
Dunque la storia del Risorgimento italiano, attraverso la pittura dei Macchiaioli con i protagonisti: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Odoardo Borrani e il critico intellettuale Diego Martelli.
Sebbene i Macchiaioli non furono accolti dalla critica dell'epoca ed ebbero uno scarso successo commerciale, molti di loro parteciparono ad almeno una delle guerre d'indipendenza, altri morirono in povertà, oggi il loro movimento è considerato il piu' interessante della pittura dell'Ottocento.
Il movimento dei Macchiaioli, (così come altri movimenti artistici), porta con se una sfumatura politica, le loro tele ci portano gli aspetti autentici e vivi della vita dell'epoca.
I Macchiaioli con le loro opere cercarono di contribuire a quella rinascita, a quella unificazione dell'Italia, portandoci attraverso le loro tele scene di vita familiare, ambientate all'interno delle mura domestiche.
C'è un dipinto interessante di Odoardo Borrani, 'Le cucitrici di camice rosse' che ritrae quell'atmosfera familiare, di quelle quattro figure femminili sedute intente a cucire le camice rosse dei garibaldini.
Odoardo Borrani ci porta una pagina del Risorgimento al femminile, con un sentimento ancora di matrice romantica, catturando quell'atmosfera intima, quella lunga attesa, delle donne intente a cucire le camice rosse di garibaldini.
Altra opera interessante è il 'canto dello stornello' di Silvestro Lega, dove il pittore coglie l'atmosfera familiare, delle fanciulle dedite al canto e a suonare il clavicembalo.
E in ultimo c'è un'opera di Silvestro Lega, del 1868 che ritrae un dopo pranzo, una scena ambientata sotto un pergolato, dipinto con un realismo fotografico.
Silvestro Lega rappresenta un gruppo di donne che chiacchierano in maniera tranquilla e rilassata, in attesa che la domestica porti loro un bricco di buon caffè.
Le ombre proiettate lunghissime sulla pavimentazione, il punto di fuga decentrato, spingono l'osservatore ad esplorare la campagna arsa sul fondo.
Una scena luminosa e calda esaltata dall'ombra del pergolato coperto da fronde di vite, in un pomeriggio estivo e intorno i campi bruciati dal sole.
Infine i luoghi silenziosi dipinti da Giovanni Fattori, come nell'opera intitolata 'In vedetta', (il muro bianco) quel muretto bianco ci da la percezione dello spazio assolato dove emergono le ombre scure della divise dei soldati in vedetta e del cavallo.
Le ombre sono delle vere ' macchie' scure che emergono sul terreno arso e sul muretto bianco.
L' immediatezza della scena ritratta da Giovanni Fattori ci restituisce con un taglio fotografico, l'atmosfera assolata dove i soldati a cavallo stanno facendo la guardia.
C'è infine un'opera di Giovanni Fattori che con solo poche macchie di colore ci restituisce una scena ambientata su una rotonda vicino al mare: la rotonda Palmieri del 1866.
Soltanto campiture piatte, senza sfumatura, ma accostate in modo timbrico, accanto al nero il mantello rosso risalta e dà luminosità alla gonna.
Su una piccola tavoletta Fattori fissa un momento di vita quotidiana, ma la cosa curiosa è che sembra che abbia dipinto con gli occhi socchiusi per la luce abbaiante del sole, infatti l'immagine è indefinita proprio come quando si guarda verso una zona assolata.
I volti sono senza lineamenti e senza sguardo, solo macchie di colore, senza dettagli.
Le campiture di colore suddividono il quadro in in piani orizzontali: la tenda occupa la parte superiore del quadro ma lascia filtrare il sole sul bordo della rotonda.
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