Etna - Parossismo 12/05/2011
Автор: PassioneEtna
Загружено: 2011-05-15
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Ci aspettavamo di rivederlo sveglio più tardi, eppure il come e il quando l'ha sempre deciso lui.
L'Etna ci sorprende con una ripresa dell'attività stromboliana l'8 maggio, meno di un mese dopo l'ultimo degli eventi a cui ci ha abituato quest'anno il vulcano, episodi che sistematicamente sono avvenuti ad almeno 30 giorni di distanza l'uno dall'altro.
Forse per questo all'inizio è un risveglio un pò impacciato, per tre giorni si registra un esplosione ogni 5-10 minuti e il tremore non si decide ad alzarsi.
Poi l'11 maggio prende la rincorsa e gli strumenti dell'INGV sezione di Catania registrano una piega verso l'alto molto più repentina dell'ultimo evento.
Invisibili di giorno, la sera tutta la fascia jonica della provincia di Catania può ammirare le alte e pressocchè continue esplosioni di magma. Decidiamo di avvicinarci a trabocco già cominciato, il vento spinge i boati verso sud-ovest e noi, dalla parte opposta, seguiamo un attività apparentemente silenziosa e costante.
Una tremolante luna passa dietro il gas emesso dai quattro crateri sommitali, impossibile nonostante l'oscurità non notare il pulsante e marcato degassamento del Cratere di Nord-Est, sembra aver fatto la sua scelta di rimanere silenzioso spettatore delle strepitose esibizioni del fratello più giovane.
Allo sparire del satellite il buio evidenzia maggiormente il tardo orario e la stanchezza comincia a farsi sentire. Con il passare dei minuti ci convinciamo sempre di più che si tratti di un "eruzione gemella". Già la fuoriuscita della colata ci ha fatto ponderare la stessa previsione. E' infatti avvenuta poco dopo le 20.00, esattamente lo stesso orario del 9 aprile. Attività che si è mantenuta regolare per tutta la notte, per poi giungere al vero e proprio parossismo dopo le 10.00 del giorno successivo.
Questo ragionamento troppo razionale però ci ha portato ad un grave errore: sottovalutarne l'imprevedibilità e quindi non prendere in considerazione il pensiero che nel suo svilupparsi l'attività avrebbe raggiunto il culmine molto prima.
Attendiamo con osservanza per buona parte della serata. Poi, vinti dalla stanchezza, desistiamo e torniamo a casa sicuri di avere il tempo di riposarci prima del grande evento.
Una volta lontani l'Etna si sente libero di dare vita al suo spettacolo, che questa volta ha voluto tenere per se, senza occhi indiscreti, senza commenti. Ha scelto un orario che noi uomini abbiamo dedicato al riposo: dalle 3.00 alle 6.30 fontane di lava, nuvole di cenere e sabbia che è ricaduta in grande quantità fino a Catania con i soliti e ormai conosciuti disagi per l'aereoporto. E' strano sentire il rumore dell'impattarsi della sabbia con i tetti delle nostre case. Un fruscio, spesso sommerso dai boati che arrivano da sù, che ricorda quello della pioggia primaverile ma più leggero, perdura dalle 4,30 alle 5,10 e poi d'improvviso come è cominciato scompare, lasciando cofani anneriti e balconate da spazzare.
Pochi minuti dopo il sorgere del sole anche gli ultimi spruzzi di magma e gas caldo si fermano. Le città e i paesi si svegliano, Tornano ad aprirsi gli occhi sazi di riposo, che come ogni mattina incrociano quel profilo imponente. Ma stamattina, a vedere quella scia di fumo sotto cui si nasconde la colata appena depositata, la gente non può far altro che esclamare con tono sommesso "accussì vulisti e accussì fù!".
ETNA - SICILIA - ITALIA
12 maggio 2011
Antonio De Luca ([email protected])
Klaus Dorschfeldt ([email protected])
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