Franz Schubert - SONATA FANTASIA in Sol maggiore, Op. 78 D894 - Giovanni Maria Varisco
Автор: Giovanni Maria Varisco
Загружено: 2025-04-13
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Come in occasione della pubblicazione della Messe des Pauvres di Satie, anche in questo caso ho il privilegio di avere da una mia allieva del corso di Pratica e Lettura Pianistica presso il Conservatorio di Santa Cecilia, il commento della Sonata Fantasia di Schubert, Op. 78.
Il corso in esame offre una didattica integrativa alle prerogative delle scelte di studi specializzati e finalizzati all'acquisizione di elementi di pratica pianistica per chi intende occuparsi di musicologia.
La pratica invita il futuro critico musicale a percepire le difficoltà e il lavoro necessario per superare il limite di tutti gli strumenti e cercare di andare oltre lo strumento stesso e più possibile vicino alla musica.
Ringrazio quindi di cuore Alessia Luongo di cui ho apprezzato durante tutto il corso la sua grande sensibilità e partecipazione.
Giovanni Maria Varisco
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Commento a cura di Alessia Luongo
"L’arte è da sempre un enigma meraviglioso che un interprete ha il compito di sciogliere e di risolvere. La soluzione non è mai univoca; ed è per questo che si continua a fare arte attraverso i secoli. La Sonata Fantasia presa in esame, è di un’elevatezza delicata, rischiosa, ma anche intima, morbida e profonda.
Misteriosa nel senso più bello del termine, cioè che ha ancora tanto da comunicarci e regalarci.
La Sonata, di cui una recente pubblicazione ci ha fatto conoscere il manoscritto, presente alla British Library, è del 1826.
Schubert aveva esplorato nel Lied vari aspetti di una tipica sensibilità romantica, che però stentavano a trovare piena realizzazione nelle prime opere sonatistiche. Vi riuscì poi ricorrendo ad alcune innovazioni formali, quali la riduzione a tre dei quattro tempi della sonata classica e amplificando le dimensioni di ogni singolo movimento per costringerlo a esprimere uno stato d'animo.
Perciò questa sonata riesce a sfuggire ai parametri del tempo, ad avere un suono sconvolgente per i tempi.
Come fa un interprete a restituire questa profonda eredità oggi? Passando per il rispetto del testo musicale e calandosi profondamente al di là della mera tecnica esecutiva in un “altrove” che alcune composizioni riescono a dare. Il pianoforte ha una voce: urla, si addolcisce, sussurra… si assiste a un dialogo, timidamente ci si affaccia e lo si fa col cuore, alle soglie dell’anima.
Una declamazione colorata, ritmata, legata. In parte questa esecuzione restituisce all’ascoltatore un respiro. La partitura diventa così poesia.
«Rimanga lontano dall'ultima parte chi non ha fantasia per scioglierne l'indovinello», scriveva Schumann a proposito di questa fantasia e altre composizioni di Schubert. Ed è il problema che proponevo all’inizio: tanti possono suonare, pochi possono passare da una semplice lettura e magari esecuzione pubblica a una profonda realizzazione."
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Ripresa e postproduzione audio: Sam Catox
Realizzazione video: Tom Konno
Tecnico del pianoforte: Nino Bianchi
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