Dalla maschera al viso e ritorno.
Автор: Languages&MuseumsILove
Загружено: 2026-02-02
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L'ispirazione per questo video – • «Искусство портрета. Личность и эпоха». Фи... – descrive la mostra "L'arte del ritratto: personalità ed epoca" presso il Museo Statale dell'Ermitage. Questa mostra offre una panoramica completa di 4.000 anni di storia del ritratto, dalle antiche statue egizie e maschere funerarie agli avatar digitali contemporanei.
Il ritratto è visto non solo come una forma d'arte, ma anche come specchio della società e cronaca dell'immagine mutevole dell'umanità.
Un aspetto chiave della mostra è la tensione tra la "maschera" (il volto sociale di una persona) e il "volto interiore" (la personalità e il carattere individuale). Questo sviluppo è illustrato attraverso diversi periodi storici:
Origini: La storia inizia con antiche maschere funerarie, come quelle provenienti dal cimitero di Oglachty nella Siberia meridionale, considerate un'opera archeologica sensazionale.
Modernismo: gli artisti contemporanei tornano spesso al principio dell'assenza di volto, nascondendo i volti dietro maschere per rappresentare emozioni intense come la solitudine o la disperazione.
L'evoluzione del ritratto nell'antichità
Le fonti evidenziano la notevole differenza tra l'approccio greco e quello romano:
Ritrattistica greca: si concentra su una tipologia specifica, come il filosofo saggio (ad esempio, Demostene) o il sovrano carismatico.
Ritrattistica romana: qui la somiglianza fisica è fondamentale. I ritratti spesso servivano a scopi politici o a dimostrare l'affiliazione a un clan.
L'età degli imperatori soldati: un punto culminante è il busto di Filippo l'Arabo. Queste opere trasmettono emozioni come paura, aggressività e inquietudine attraverso uno stile nuovo e aspro.
La trasformazione nel XIX secolo e il Modernismo
Con l'avvento della fotografia, il ruolo del ritratto dipinto cambiò radicalmente.
Dalla somiglianza all'espressione: mentre in passato la somiglianza era fondamentale (ad esempio, nelle opere di Goethe o Goya), per artisti come Van Gogh o Cézanne, il ritratto divenne una sorta di autoritratto. Il dipinto di Van Gogh "Madame Trabuc", ad esempio, riflette la sua sofferenza e solitudine.
Confronti contemporanei: la mostra traccia connessioni inaspettate, come tra le opere video di Bill Viola e la tradizione del ritratto di gruppo olandese, o tra le opere di Picasso e le maschere africane.
Oltre a capolavori noti (ad esempio, i ritratti di Napoleone o di Pietro I), i visitatori possono ammirare anche opere recentemente restaurate:
Un ritratto di giovane di Pietro Perugino, il cui delicato rossore è stato rivelato solo durante il restauro.
Quattro ritratti femminili di scuola lombarda del Rinascimento, accuratamente restaurati per rimuovere i danni al legno.
La mostra si conclude con un invito all'autoriflessione: uno specchio in fondo alla galleria invita i visitatori a guardarsi negli occhi e a chiedersi cosa vedono nella propria immagine.
#ermitage
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