Dall'Arengario al Duomo di Monza
Автор: Matteo Memoli
Загружено: 2020-11-01
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Eretto verso la fine del XIII secolo, l'antico palazzo comunale, detto Arengario (dal latino arengarius, derivato dal germanico hari-hring, “luogo per assemblee”) sorge in posizione pressoché contigua al Duomo, a significare anche visivamente la contrapposizione di poteri, religioso e civile, che anche a Monza contraddistinse il periodo comunale.
L'ingresso all'Arengario avveniva attraverso un monumentale scalone posto sul lato rivolto verso via Vittorio Emanuele: quando questo fu eliminato, per garantire una migliore circolazione dei tram provenienti dalla "strada di Milano" (via Italia), si iniziò ad utilizzare la scala a chiocciola posta alla base della torre campanaria. Sulla torre è presente l'orologio meccanico che si dice fu tra i primi installati in Lombardia. Il lato corto rivolto verso via Italia fu arricchito agli inizi del Trecento dalla "parlera", il balconcino in pietra dal quale venivano lette le "grida" al popolo che si radunava ai piedi dell'edificio.
Piccola curiosità: se vi capita di passeggiare sotto il portico dell'Arengario guardate i pilastri. Uno in particolare, vicino alla Torre campanaria, ha delle profonde fessure...sono le tracce lasciate dai soldati che per secoli hanno utilizzato questa pietra per affilare le lame delle loro armi.
Il Duomo di Monza venne fondato alla fine del VI secolo dalla regina Teodolinda, moglie del re longobardo Autari e poi di Agilulfo, come Cappella del vicino Palazzo Reale, in una zona allora marginale del piccolo borgo di Monza, a breve distanza dal fiume Lambro. Certamente la basilica era già stata costruita nel 603, quando l'abate Secondo di Non vi battezzò l'erede al trono Adaloaldo. La basilica nacque sotto un duplice segno: il legame con San Giovanni Battista (al quale molto probabilmente la regina aveva impetrato la grazia della maternità) e quello con la sede pontificia romana, in particolare con papa Gregorio Magno.
All'interno del Duomo, oggi si trova un museo che custodisce un tesoro di inestimabile valore. Quattordici secoli d’arte e di storia tra capolavori unici al mondo, dall’eredità di Teodolinda all’arte contemporanea. Fulcro della collezione è il Tesoro longobardo: lo straordinario patrimonio di reliquie e oreficerie che sovrani e arcivescovi donarono alla basilica di Monza tra il VII e l’XI secolo. Ma il vero gioiello è la Corona Ferrea di Teodolinda. Si trova nella Cappella della Regina, a fianco all'altare maggiore del Duomo, e si dice che al suo interno conservi uno dei chiodi della croce di Cristo.
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