Umberto Boccioni: La signora Maffi. Una maestra di scena (1909)
Автор: Rachele Ferrario
Загружено: 2025-09-05
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Nel 1910 Boccioni è sempre più preda del suo furore creativo. Da Venezia, arriva però un invito a Ca’ Pesaro. Nino Barbantini gli chiede di esporre tra le altre tele “La maestra di scena”, giunta da poco nella collezione del Museo del Divisionismo di Tortona, accanto ai capolavori di Pellizza da Volpedo e Gaetano Previati, i maestri di Boccioni, quelli che lui amava di più.
“La Signora Maffi” o maestra di scena è un’opera importante. È un quadro «prefuturista» su cui lo stesso Boccioni nutriva qualche dubbio. Tanto che arriverà con la vernice ancora fresca. Eppure, è un quadro che rilancia la ricerca di Boccioni.
Il pubblico a Cà Pesaro resta perplesso perché si aspetta un pittore rivoluzionario e sovvertitore, quadri futuristi o dipinti epici con la furia e il frastuono della metropoli. E invece Boccioni espone un paesaggio e questa donna… una donna abituata a stare sulla scena e raccontare la vita del teatro.
Così solo pochi tra il pubblico dell’epoca sono pronti a leggere la verità nel volto di Adalgisa, che campeggia sulla parete con i suoi lampi verdi, rossi, arancioni, coi capelli dello stesso colore della pelliccia di volpe. I più la trovano «volgare e ributtante». Del resto, Boccioni non ha nascosto il tratto sfrontato della donna, che ha dipinto con la bocca socchiusa svelandone anche i denti, e restituendo la vividezza del suo incarnato e dei suoi abiti in «una gamma cromatica raffinata e brutale» che svela la verità del teatro, dell’arte e della vita, la stessa che Boccioni farà vibrare nel volto de La Risata all’Estorick Collection di Londra.
"La signora Maffi. Una maestra di scena" (1909), Umberto Boccioni - Pinacoteca Divisionismo di Tortona. Ritratto di Adalgisa Maffi, figura nota nella Milano dell'epoca.
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Photo: Artribune
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