Permute e POS dopo le novità 2026: aspetti fiscali e operativi
Автор: Assel Consulting
Загружено: 2026-03-09
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Oggi insieme affrontiamo l’argomento delle Permute e del POS dopo le novità del 2026: gli aspetti fiscali e operativi. Con questo video si intende elencare le principali novità intervenute per il 2026, con particolare attenzione ai temi che richiedono un adeguamento immediato. In questo video mi soffermo in particolare su due profili di forte impatto pratico: le operazioni permutative e il nuovo sistema di abbinamento tra POS e corrispettivi telematici. Questo aspetto interessa in modo diretto anche gli enti locali titolari di farmacie comunali
Prima di affrontare le due tematiche su cui si è posta l’attenzione, voglio ricordare alcune delle altre novità su cui è intervenuto il legislatore nazionale, in tema di:
utilizzo dei dati delle fatture elettroniche esteso all’Agenzia delle entrate e Riscossione con lo scopo di attivare procedure esecutive più rapide
il secondo punto che voglio mettere in evidenza è l’estensione da quattro a sei mesi del termine per la restituzione al cedente della fattura vistata in dogana
Per quanto riguarda le operazioni permutative, come abbiamo anticipato nel video precedente, la legge di Bilancio 2026 articolo 1, commi 138 e 139, interviene in modo sostanziale sul criterio di determinazione della base imponibile IVA. La modifica nasce dall’esigenza di adeguare la disciplina interna alle regole unionali e supera il precedente riferimento al valore normale dei beni e dei servizi scambiati, sostituendolo con l’ammontare dei costi riferibili alle cessioni e prestazioni oggetto di permuta.
Si tratta di una modifica molto rilevante sotto il profilo applicativo, perché cambia il modo in cui viene valorizzata fiscalmente l’operazione. La disciplina previgente, infatti, assumeva come base il valore di mercato dei beni o servizi scambiati; la nuova impostazione, invece, richiede una ricostruzione più puntuale dei costi riferibili all’operazione, con evidenti riflessi in termini di documentazione interna, tracciabilità dei criteri di valorizzazione e assetto contrattuale.
La modifica interessa l’articolo 13, comma 2, lettera d), del DPR 633/1972 e si coordina con la disciplina delle operazioni permutative di cui all’articolo 11 del medesimo decreto. Sotto il profilo temporale, la nuova regola ha efficacia per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026 e non incide sui comportamenti pregressi. Inoltre, la documentazione richiama il tema della possibile proroga del vecchio regime per i contratti stipulati prima del 1° gennaio 2026, profilo che impone particolare attenzione nella gestione del periodo transitorio.
Dal punto di vista operativo, per i nuovi contratti quindi è opportuno rivedere sin da subito le clausole che disciplinano il corrispettivo, in modo da riallineare la struttura economica e documentale all’operazione del nuovo criterio basato sui costi. In concreto, ciò significa definire in modo chiaro:
Quali costi sono riferibili ai beni/servizi scambiati;
Due, come tali costi vengono determinati e documentati;
Tre, quale evidenza conservare a supporto in caso di controllo.
Passando al tema successivo, al tema dei POS, qui la novità del 6 marzo scorso è particolarmente importante perché il quadro, da tecnico, è diventato finalmente operativo. L’Agenzia delle Entrate ha infatti attivato il servizio online che consente di effettuare il collegamento tra POS e registratori telematici o server RT. Il punto essenziale da chiarire è che non si tratta di un collegamento fisico tra dispositivi, ma di un abbinamento virtuale, da effettuare nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”. Questo chiarimento è decisivo, perché nella generalità dei casi non richiede la sostituzione degli strumenti già in uso, ma una corretta associazione telematica dei dispositivi.
Per gli operatori che già utilizzavano POS e registratori telematici, la prima comunicazione deve essere effettuata entro 45 giorni dall’attivazione del servizio, cioè il 6 marzo, e quindi entro il 20 aprile del 2026. Per le prime associazioni successive o per le variazioni, l’abbinamento dovrà invece essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo a quello di attivazione del POS. Tutte le operazioni possono essere eseguite direttamente dall’esercente oppure da un intermediario delegato.
Sempre sul piano pratico, la guida operativa dell’Agenzia delle Entrate conferma che il collegamento può essere anche multiplo: un singolo POS può essere associato a più RT e, viceversa, più POS possono essere collegati a un solo RT. Diventa quindi fondamentale una mappatura organizzativa corretta, con particolare attenzione ai punti vendita che hanno più casse, più postazioni di incasso o strumenti di pagamento mobili.
L’osservazione tuttavia, non può esaurirsi nell’adempimento formale. L’abbinamento tra POS e corrispettivi telematici rafforza in modo significativo la capacità dell’Amministrazione finanziaria di intercettare i disallineamenti giornalieri tra incassi elettronici e corrispettivi trasmessi.
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