Agrumeti cancellati dalla furia del maltempo:tra Lentini, Carlentini e Francofonte raccolti azzerati
Автор: Video66
Загружено: 2026-02-17
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La provincia di Siracusa si risveglia con un bilancio pesantissimo per il comparto agrumicolo. Nelle campagne tra Lentini, Carlentini e Francofonte – cuore pulsante della produzione di arance rosse e bionde – gli imprenditori agricoli fanno i conti con perdite che, in diversi appezzamenti, arrivano fino al 100% del raccolto. Una situazione che non ha precedenti recenti e che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende.
Negli ultimi mesi il territorio è stato colpito da una sequenza di eventi atmosferici estremi: prima la prolungata siccità, poi il passaggio del ciclone Harry e infine il violento vortice di San Valentino. Una combinazione devastante che ha compromesso la produzione in modo drammatico, lasciando sugli alberi frutti danneggiati o facendoli cadere prematuramente a causa delle raffiche di vento.
A lanciare l’allarme è stato il presidente del Distretto produttivo agrumi di Sicilia, Giosuè Arcoria, che ha scritto al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida chiedendo l’immediata dichiarazione dello stato di calamità naturale e l’attivazione di strumenti eccezionali a sostegno del comparto. Le stime parlano di danni compresi tra il 40% e il 100% della produzione in vaste aree dell’Isola, con punte particolarmente gravi proprio nel Siracusano.
Lentini, Carlentini e Francofonte: il cuore agrumicolo colpito al centro. Tra Lentini, Carlentini e Francofonte, dove l’economia locale ruota in larga parte attorno alla coltivazione degli agrumi, i danni sono evidenti: frutti caduti a terra, ammuffimenti diffusi e piante stressate da mesi di carenza idrica. Molti agrumi si trovavano ancora sugli alberi quando le perturbazioni hanno colpito con violenza, provocando cascola e compromettendo irrimediabilmente la qualità commerciale del prodotto.
L’intero settore, secondo gli operatori, è stato investito da un effetto domino: meno produzione significa minori introiti, difficoltà nel rispettare i contratti di fornitura e incertezza occupazionale per i lavoratori stagionali. In alcune aziende la raccolta, che tradizionalmente si protrae fino ad aprile, si è chiusa con largo anticipo per l’assenza di prodotto commerciabile.
Non meno drammatica la situazione nella Piana di Catania, dove si registrano perdite fino al 70%. Ma è nella fascia nord della provincia di Siracusa che l’impatto appare più diffuso e sistemico, coinvolgendo un tessuto produttivo che rappresenta una delle colonne portanti dell’economia agricola siciliana.
Le richieste: stop a mutui e tributi. Le organizzazioni di categoria chiedono misure urgenti e concrete: sospensione dei mutui, blocco delle riscossioni tributarie, congelamento dei contributi previdenziali e accesso a fondi straordinari per garantire liquidità immediata alle imprese. Senza interventi tempestivi, il rischio è quello di una crisi strutturale con conseguenze occupazionali e sociali rilevanti.
Intanto resta alta l’attenzione anche sul fronte della concorrenza internazionale, con l’ingresso nel mercato italiano di agrumi provenienti dall’estero. In questo contesto, il Consorzio di tutela dell’Arancia di Sicilia IGP ha avviato una campagna di promozione sui social per sostenere le aziende colpite e valorizzare la qualità certificata delle produzioni locali.
La provincia di Siracusa, e in particolare l’asse Lentini-Carlentini-Francofonte, si trova oggi davanti a un bivio: senza un intervento rapido dello Stato, il rischio è che una delle eccellenze storiche dell’agricoltura siciliana subisca un ridimensionamento difficile da recuperare.
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