TV, Bombardamento del 7 aprile 1944: ricordo di Alberto Albanese Jr, 1936, Treviso - via San Nicolò
Автор: Camillo Pavan
Загружено: 2024-12-27
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Il mattino del 7 aprile 1944 una bambina di Treviso chiede a suo padre, che sta per andare a Padova, di portargli a casa come souvenir una pietra di quella città che il mese precedente era stata bombardata. Dopo poche ore toccherà a Treviso subire la stessa sorte.
Testimonianza di Alberto Albanese jr., 1936, all'epoca abitante a Treviso in via San Nicolò nei pressi dell’Istituto Riccati, raccolta da Camillo Pavan l’11 gennaio 2011.
Lingua parlata: dialetto veneto di Treviso. Trascrizione in lingua italiana.
0:00 «Mio papà era via, era andato a Padova a prendere le pellicole per il cinema, perché faceva l'operatore cinematografico al cinema Lux Cristiana.
Dov'era questo cinema?
Era in piazza Filodrammatici.
0:15 Quando hanno iniziato a suonare le sirene, mia mamma ci ha preso per mano...
eravamo cinque figli. C'era un rifugio provvisorio ... avevano fatto un rifugio, ma era un sotterraneo, nell'Istituto Riccati.
0:32 Siamo andati sotto là,
e quella si può dire che è stata la nostra fortuna, perché il rifugio «del Cortivetto» [attuale via D'Annunzio] è stato bombardato e sono quasi tutti morti.
0: 53 Mia mamma ha detto: «Andiamo dentro qua».
0:58 C'erano i muri che scricchiolavano, pareva che si rompessero. Gente che gridava...
logicamente. Gridavo anch'io, ma si può dire "inconsciamente", perché non immaginavi neanche cosa potesse essere.
01:20 A un certo momento la gente voleva scappare fuori...
e c'era un carabiniere sulla porta che per fortuna ci ha fermato.
01:35 Finito questo sconquasso siamo venuti fuori...
e quello che abbiamo visto era che tutto attorno, specialmente le case davanti (che adesso, se si osserva bene, sono tutte nuove) ... i palazzi vecchi che c'erano prima davanti, erano spariti quasi tutti.
01:57 La nostra casa, dove abitavamo noi… una bomba era caduta proprio nel cortile
i muri si erano storti, il pavimento si era sprofondato in qualche posto, quindi la casa era inagibile e non si poteva più tornare.
02:16 Mi ricordo che davanti alla chiesa di San Nicolò
c'era due buche, erano cadute due bombe; per fortuna che la chiesa non era stata colpita, solo il campanile, un poco.
02:27 E dopo… vedere tutti quei bambini là per terra...
dove scorreva il Cantarane [canale, ora interrato da via S. Liberale]. Là, purtroppo, i bambini che erano scappati dalla scuola che c'era poco più avanti ... tanti erano stati colpiti. Infatti c'erano anche pezzi di bambini, sia sulla strada che sul Cantarane.
02:59 Descrivere come era via San Nicolò, e anche i dintorni...
è un po' difficile. Mi ricordo che c'era una bicicletta sopra i fili della luce, in alto.
03:15 Dopo ... siamo andati a Santi Quaranta a vedere se arrivava [il papà, da Padova]...
perché era l'unico posto in cui poteva arrivare con la corriera, perché tutte le altre strade erano [ostruite]. E quando ci ha visto si è messo a piangere...
03:34 Mia sorella più piccola, quando mio papà era partito per andare a Padova gli aveva detto
– perché Padova era già stata bombardata – «Portami a casa un pezzo di pietra di Padova, del bombardamento»
*
Alberto Albanese Jr. (poeta) è figlio d'arte. Suo padre Alberto Sr. (1903-1975) è autore della nota poesia dedicata al bombardamento del 7 aprile 1944 "Venare Santo", pubblicata nel dopoguerra a cura dell'UDI, Unione Donne Italiane - https://drive.google.com/file/d/1NxMH...
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