Laghi di Cornisello, Vedretta e Nero e Rifugio Segantini
Автор: Escursioni CO(O)L Messali
Загружено: 2022-07-02
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Quest’oggi la passione ci porta ad esplorare l’alta Val Nambrone, valle laterale della Val Rendena che si imbocca poco a valle di Sant’Antonio di Mavignola.
Una strada stretta e lunga, asfaltata ma non in condizioni ottimali, conduce al rifugio di Cornisello, punto di partenza dell’escursione.
Da qui (sentiero SAT 239) in pochi minuti si giunge al Lago di Cornisello Inferiore, caratterizzato da un colore verde smeraldo e da acque poco profonde. Un’altra ventina di minuti e si è subito al lago di Cornisello Superiore, più grande e profondo del primo, ma caratterizzato dallo stesso verde intenso.
Il sentiero ora costeggia il lago e, passato il ponte a valle di una cascatella e una malga con vacche al pascolo, porta al bivio per il Lago Vedretta. Qui inizia la vera salita, che a un certo punto si fa davvero ripida e costante; in un’oretta e mezza o due si arriva al lago, uno specchio di cristallo turchese, dominato dalla piramide della Cima Presanella.
Ridiscesi al bivio, si prosegue lungo il periplo del Lago di Cornisello Superiore (sentiero SAT 216) e, una volta arrivati al punto più a sud dello stesso, si prende la deviazione per la Bocchetta de l’Om, il passo che separa la conca dei laghi dalla Val d’Amola. Il successivo sentiero, caratterizzato da morbidi saliscendi e qualche passaggio attraverso pietraie, conduce nel cuore della Val d’Amola, dove scorre un torrente che alterna placide anse a tintinnanti cascatelle.
Si arriva quindi al rifugio Segantini, dedicato al noto pittore divisionista, che domina la valle e offre spettacolari viste sul gruppo del Brenta.
Ma la vista migliore del Brenta si ha dalla sponda occidentale del Lago Nero, l’ultima nostra tappa, che si raggiunge riguadagnando la Bocchetta de l’Om e scendendo lungo il sentiero SAT 238. Purtroppo in questa occasione spira una leggera brezza, che mi impedisce di fotografare il riflesso delle montagne sulla superficie del lago, increspata dal vento; cionondimeno la vista è magnifica.
Una mezz’oretta ancora e si torna al punto di partenza, passando per i resti delle opere realizzate dalla SISM e poi passate all’ENEL (la stazione di arrivo e i piloni di una teleferica/funivia e un tratto di galleria) pe rlo sfruttamento ai fini idroelettrici degli invasi alpini (per approfondire il tema, vi consiglio “L’Epopea dei grandi lavori idroelettrici in Giudicarie”, al link https://www.sat.tn.it/wp-content/uplo....
L’intero percorso non arriva ai 15 km, tuttavia le ripide ascese/discese e l’alta quota (si raggiungono quasi i m 2.600 al Lago Vedretta) spezzano il fiato e un po’ anche le gambe; però ne vale assolutamente la pena...
Musiche:
Track: Piano Logo Intro ( • Видео )
Track: Brano di MadiRFAN - Es war Einmalan da Pixabay
Track: Brano di MadiRFAN – Sommerregen da Pixabay
Track: Brano di MadiRFAN – Rainbow Machine da Pixabay
Track: Brano di Alex Grohl - Stomping Rock (Four Shots) da Pixabay
Riprese eseguite con:
Sony A7III + Sony 24-105 mm f/4.0 - Samsung Galaxy S21
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