Iva a credito e Iva a debito. Erario. Caratteri generali dell'imposta. Aliquote 2020. Lezione 2°di 5
Автор: Andrea Raiti
Загружено: 2020-04-30
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L'Iva, L'Imposta sul Valore aggiunto
2° parte di 5 lezioni
#Iva #didatticaadistanza #AndreaRaiti
In questa lezione:
-Perché l'Iva grava sul consumatore finale.
-Differenza tra Iva a credito e Iva a debito.
-Cos'è l'Erario.
-Esercizi.
00:00 intro
02:46 perché l'Iva si dice che è a debito
03:00 Erario
03:23 perché l'Iva si dice che è a credito
09:10 caratteri generali
09:52 aliquote Iva in vigore al 2020
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Avevamo concluso la scorsa lezione affermando che per via del suo funzionamento l'Iva grava sul consumatore finale. Andiamone a scoprire il meccanismo.
Al prezzo finale dobbiamo aggiungere l'imposta sui consumi, cioè L’iva.
Con la vendita, il venditore riscuote da parte del compratore l'imposta per conto dello stato. E'
infatti il compratore che nel momento in cui effettua il pagamento versa sia
l'imposta che il pagamento del bene o del servizio al fornitore.
A questo punto il fornitore che riceve l'imposta è obbligato a versare quella
parte di iva alle casse dell’Erario. Il venditore fino a quando non effettua
questa operazione è debitore nei confronti dello stato.
E' per questo motivo che l'Iva sulle vendite prende il nome di Iva a debito.
Ma L'Erario che cos’è? L'Erario è l'attività finanziaria dello stato cioè quella attività che
gestisce le entrate e le uscite dello stato. Le entrate attraverso le imposte e
le uscite attraverso il sostentamento dei costi dello stato che abbiamo visto
nella lezione precedente. Con l'acquisto, invece, per l’acquirente non consumatore finale
Che cosa si intende per acquirente non consumatore finale?
Quell'acquirente che rivenderà sua volta il bene che ha acquistato precedentemente.
L'importo dell'imposta che lui ha già pagato al suo fornitore, rappresenta un
credito nei confronti dell'erario e può per certi versi, chiederne un rimborso.
L'iva sugli acquisti, infatti, si chiama Iva a credito. Ma attenzione! Il rimborso
può essere ottenuto soltanto dall'acquirente che non è il consumatore
finale.
Il versamento dell'imposta avviene di volta in volta?
No
Perché il versamento dell'iva avviene per masse di atti economici compiuti in
un certo periodo economico, per esempio mensile o trimestrale con un meccanismo
che prende il nome di deduzione di imposta da imposta. Con riferimento ad un determinato periodo di tempo che può
essere mensile o trimestrale, si considerano gli importi complessivi
delle vendite del periodo e dell’iva sulle vendite cioè l'iva a debito del
contribuente. La stessa cosa succede considerando gli acquisti e quindi si
determina l'ammontare dell'iva a credito del contribuente. Dalla differenza
dell'imposta a debito di quella credito cioè Iva a debito meno iva a credito, se l'iva
a debito è maggiore di quella a credito si ha un debito nei confronti dell'Erario.
Se invece l'iva a debito è inferiore all'iva a credito si ha un credito nei
confronti dell’Erario quindi: c'è un versamento di iva
dall'azienda alle casse dello stato? No, infatti l'iva non si deve versare
all'Erario e si rinvia il credito al periodo successivo. Il rimborso che
avevamo detto precedentemente non può però avvenire in quanto l'eventuale
eccedenza di iva a credito si rinvia al periodo
successivo cioè al prossimo mese o al prossimo trimestre ma nel caso in cui l'azienda non riesca più a vendere, l'eventuale iva a credito non può essere rimborsata ma
rimane pagata e l'imprenditore che e non riuscendo a cedere beni e servizi nel
mercato diventa l'ultimo anello dell'attività commerciale.
L'Iva ha i seguenti caratteri fondamentali l'iva è un'imposta sui consumi, grava sul consumatore finale il quale, essendo l'ultimo anello della catena distributiva, non può più
rivalersi su nessun altro soggetto. L'iva è un imposta proporzionale: è espressa infatti
in percentuale.
Fatte eccezioni alcune aree extra doganali come per esempio la città di Livigno in
Valtellina in provincia di Sondrio le aliquote attualmente in vigore in
Italia sono: l'aliquota ultra ridotta attualmente del 4% .Si applica
sui generi di prima necessità come il latte, il pane, la pasta, l'acqua, la frutta.
L'aliquota del 5% si applica su una ristretta categoria di beni e servizi come per esempio le erbe aromatiche e su alcune operazioni relative alle cooperative sociali.
L’iva ridotta, attualmente del 10%, si applica sui servizi turistici e sui generi alimentari, come la
carne, il formaggio, il pesce e sull’edilizia
In tutti gli altri casi si applica l'aliquota ordinaria attualmente del 22%.
L'iva è un'imposta neutra: l'onere che sostiene il consumatore finale e non cambia con il numero dei passaggi intermedi di vendita.
L'iva è un'imposta trasparente perché in ogni fase del processo distributivo è sempre possibile individuare l'importo della base imponibile, cioè del valore del bene o del servizio e l'ammontare
dell’imposta.
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