Rinascita Scott: l’esordio del collaboratore Bartolomeo Arena e la ‘ndrangheta di Vibo
Автор: Malgradotutto
Загружено: 2025-03-12
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Rinascita Scott: l’esordio del collaboratore Bartolomeo Arena e la ‘ndrangheta di Vibo - [20 luglio 2021]
Deposizione in videocollegamento per il nuovo pentito. La nascita della struttura mafiosa in città, il sequestro D’Amato, i tradimenti, il ruolo del nonno Pugliese Carchedi, i Lo Bianco, i Pardea, i Fortuna ed i rapporti con i reggini
Esordio del collaboratore di giustizia, Bartolomeo Arena, nel maxiprocesso Rinascita Scott in corso dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Un esame iniziato nel pomeriggio ed andato avanti a lungo con l’esame del pm della Dda di Catanzaro, Antonio De Bernardo che sostiene la pubblica accusa. Il collaboratore è partito da lontano, spiegando le alleanze ed i contrasti in seno alla società di ‘ndrangheta di Vibo Valentia prima dell’avvento al vertice di Francesco Fortuna, detto “Ciccio Pomodoro”, ucciso nel 1988 a Pizzo Calabro. “Inizialmente a creare la società di ‘ndrangheta negli anni ’60 è stato Salvatore Franzè, detto Turi Pagnotta, il quale si attribuì la carica di contabile, mentre capo società venne fatto Rosario Pardea. In seguito a guidare la società di ‘ndrangheta di Vibo è stato Salvatore Morelli, detto l’Americano, nonno dell’attuale latitante Salvatore Morelli”.
Una famiglia di mafia, sia da parte di madre che da parte di padre, quella di Bartolomeo Arena, 45 anni, di Vibo Valentia e dall’ottobre del 2019 collaboratore di giustizia. “Mio padre era Antonio Arena, detto Vartolo, e con mia madre aveva fatto un accordo: io non sarei diventato né un poliziotto e neanche un delinquente. Sino all’età di 12 anni mi mandarono infatti a studiare dalle suore e frequentavo i ragazzi della Vibo-bene. Mio padre faceva parte inizialmente della cosca Pardea, detti Ranisi. Nel 1972, invece, mio nonno materno, Vincenzo Pugliese Carchedi, è stato arrestato per il sequestro a Vibo Valentia di Andrea D’Amato. Insieme a mio nonno – ha riferito il collaboratore – sono stati arrestati Antonio Galati di Mileto ed un certo Muzzopappa. Mio nonno si fece per il sequestro un anno di carcere e lì conobbe Peppe Mancuso, detto ‘Mbrogghja. Era mio nonno, all’epoca, a comandare il carcere di Vibo, tanto da farsi portare in cella il pranzo direttamente dal ristorante. Domenico Pardea e Rosario Pardea accusarono mio nonno di aver messo in piedi il sequestro di persona ai danni dell’imprenditore Andrea D’Amato senza informarli. Ma in realtà mio nonno – ha riferito Bartolomeo Arena – non aveva partecipato a tale sequestro. Trasferito quindi da Vibo al carcere di Palmi, mio nonno Vincenzo Pugliese Carchedi si staccò dalla cosca dei Pardea che l’avevano già processato e giudicato per il sequestro D’Amato senza neppure ascoltarlo”.
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