LE SETTE ARMI SPIRITUALI 06.03.2024 Don Désiré Mpanda
Автор: Désiré Mpanda _ FIAT MIHI SECUNDUM VERBUM TUUM
Загружено: 2026-01-11
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1) La prima arma è la DILIGENZA;
2) la seconda è la DIFFIDENZA verso le proprie forze;
3) la terza è CONFIDARE IN DIO;
4) la quarta è NON DIMENTICARE MAI LA PASSIONE DI GESÙ CRISTO;
5) la quinta è NON DIMENTICARE MAI LA PROPRIA MORTE;
6) la sesta è NON DIMENTICARE MAI LA GLORIA DI DIO;
7) la settima e ultima È NON DIMENTICARE MAI L’AUTORITÀ DELLA SANTA SCRITTURA, così come ne diede esempio Cristo Gesù, nel deserto.
1. LA PRIMA ARMA: è la DILIGENZA, cioè la sollecitudine nell’operare il bene. È compito dello Spirito Santo infondere in noi le buone ispirazioni, ma è compito nostro accettarle e metterle in pratica. Ma la nostra sensualità mortifica la volontà dello spirito, per cui è necessario resistere alle sue continue sollecitazioni con vera diligenza, per non lasciare trascorrere il tempo a noi concesso, senza sfruttarlo a fin di bene, così come è scritto: Chi vol salire non de’ posare pensieri parole dire e fatti fare e in Dio sempre esercitare.
2. LA SECONDA ARMA: è il DIFFIDARE DELLE PROPRIE FORZE, cioè, senza alcun dubbio, dare per certo che mai da sole si possa fare una qualunque cosa buona, secondo l’affermazione di Cristo Gesù: «Nulla potete fare senza di me. »; né, tantomeno, si possa resistere alla furia dei nemici infernali e alla loro astuta malizia. Nessuna confidi nella propria esperienza e sappia che, per giusto giudizio, certamente cadrà in grande rovina, se non si comporterà secondo le mie esortazioni, perché il nemico è più malizioso di noi; anzi, è la malizia stessa. Perciò, dico che la seconda arma, per combattere il male, è il non fidarsi di sé, e beata chi avrà questa nobilissima dote! E più la religiosa è virtuosa, o ha incarichi di responsabilità, più ne ha bisogno.
3. LA TERZA ARMA: è CONFIDARE IN DIO e, per suo amore, virilmente non temere di combattere prontamente contro i DIAVOLI, il MONDO e la nostra CARNE, che c’è data per servire lo spirito. Buttiamo questi nemici ai piedi del nostro affetto, con ferma speranza nella sovrabbondante grazia divina, con la quale otterremo piena vittoria, perché Dio non abbandona chi spera in Lui.
4. LA QUARTA ARMA: è il non dimenticare mai la gloriosissima incarnazione dell’immacolato agnello Cristo Gesù, la sua castissima e verginale umanità e, particolarmente, LA SUA SACRATISSIMA PASSIONE E MORTE. Senza quest’arma, superiore a tutte, non potremmo vincere i nostri nemici e poco gioverebbero le altre.
LA QUINTA ARMA: è il non dimenticare mai LA NOSTRA MORTE. Molto giova ricordarsi spesso della morte e stare continuamente preparati a essa, perché non sappiamo in quale ora di quale giorno ce la invierà il severissimo giudice. Dice bene il glorioso apostolo Paolo: «Facciamo il bene, finché abbiamo il tempo ».
Il tempo della nostra vita si chiama tempo di misericordia, perché ci viene concesso per emendarci, passando dal bene al meglio; mentre viviamo l’esistenza terrena, Dio ci aspetta di giorno in giorno e, a Lui, dovremo rendere conto del dono della buona volontà, che ci viene donato per esercitarlo a sua lode, per la salute della nostra anima e per il bene del nostro prossimo; se non lo faremo, non solo dovremo rendere ragione del male commesso ma, anche, del bene non fatto per la nostra negligenza.
6. LA SESTA ARMA: è la memoria delle BEATITUDINI DEL PARADISO. Esse sono preparate per quelli che combattono legittimamente senza curare i vani piaceri della vita terrena, perché è impossibile godere i beni presenti e quelli futuri, come dice il sacratissimo dottore Sant’Agostino. Perciò dobbiamo essere contenti di non sperimentare alcun diletto mondano e non ci pesi la fatica di rinnegare la nostra volontà;
7. LA SETTIMA ARMA: per vincere i nostri nemici, è la memoria della SANTA SCRITTURA, da portare sempre nel nostro cuore. I santi hanno in segreto sempre portava il Vangelo di Cristo. Usiamo con prudenza le armi spirituali e di non stare mai senza di esse, se voliamo trionfare sui nostri avversari; guardiamoci di non farci ingannare sotto forma di bene, perché, alcune volte, il diavolo appare in sembianza di Cristo o della Vergine Maria, in qualche figura di angelo o di santo. Perciò, se venissero apparizioni, prendiamo l’arma della Scrittura e comportiamoci come la madre di Cristo che, all’apparizione dell’angelo Gabriele, chiese:- Cosa significa questo saluto? – per assicurarci bene, prima di ascoltare, se ci troviamo innanzi a un buono o a un cattivo spirito. E beato chi farà in questo modo. È anche necessario fare buona guardia ai propri pensieri, perché, alcune volte, il diavolo mette buone e sante intenzioni nella mente per ingannarla e, poi, spingerla alla disobbedienza, che è il contrario della virtù pur nella convinzione di operare il bene, e da qui indurla nella fossa della disperazione.
Don Désiré Mpanda
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