Rivestitevi del Signore Gesù Cristo - p. Pablo Martin Sanguiao, Roma 04.01.2014
Автор: Il Regno della Divina Volontà
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Gesù dice: “Coraggio, figlia mia, l’anima veramente mia non solo deve vivere per Dio, ma in Dio. Tu cerca di vivere in Me, che in Me troverai il ricettacolo di tutte le virtù, e passeggiando in mezzo a loro ti alimenterai del loro profumo, tanto da restarne satolla, e tu stessa non farai altro che mandare luce e profumo celeste, perché il vivere in Me è la vera virtù, ha virtù di dare all’anima la stessa forma della Divina Persona in cui fa la sua dimora e di trasformarla nelle stesse virtù divine di cui si nutre”. (09.07.1900)
Ond’io ho soggiunto: “Dolce mio Bene, in quanto a me, non voglio altro che la tua SS. Volontà; io non guardo se mi dolgo, né se godo, ma il tuo Volere è tutto per me”.
E Lui ha soggiunto: “E questo Io voglio ed è la mia mira su di te, e questo mi basta e mi contenta ed è il culto più grande e più onorevole che mi può rendere la creatura e che mi deve come suo Creatore. E facendo così l’anima, si può dire che la sua mente vive e pensa nella mia mente; i suoi occhi, trovandosi nei miei, guardano per mezzo degli occhi miei; la sua bocca parla per mezzo della mia bocca, il suo cuore ama per mezzo del mio, le sue mani operano nelle mie stesse mani, i piedi camminano nei miei piedi ed Io posso dire: «Tu sei i miei occhi, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani e i miei piedi». E l’anima può dire viceversa: «Gesù Cristo è i miei occhi, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani e i miei piedi». E trovandosi l’anima in questa unione, non solo di volontà, ma personale, morendo, niente le resta da purgare e quindi il purgatorio non la può toccare, perché il purgatorio tocca quelli che vivono fuori di Me, o in tutto o in parte.” (08.02.1904)
Continuando il solito mio stato più sofferente, è venuto il benedetto Gesù e da tutte le parti della sua Umanità uscivano tanti rivoletti di luce che si comunicavano in tutte le parti del mio corpo, e da questi rivoli che io ricevevo, uscivano da me altrettanti rivoli che si comunicavano all’Umanità di Nostro Signore.
In questo mentre, mi sono trovata circondata da una moltitudine di santi che guardandomi dicevano tra loro: “Se il Signore non concorre con un miracolo, non potrà più vivere, perché le mancano gli umori vitali, il corso del sangue non è più naturale, quindi, secondo le leggi naturali deve morire”, e pregavano Gesù benedetto che facesse questo miracolo, che io continuassi a vivere, e Nostro Signore ha detto loro: “La comunicazione dei rivoli, come vedete, significa che tutto ciò che essa fa, anche le cose naturali, sono identificate con la mia Umanità, e quando Io faccio giungere l’anima a questo punto, [di] tutto ciò che opera l’anima e il corpo niente va disperso, tutto rimane in Me; mentre se l’anima non è giunta ad identificarsi in tutto con la mia Umanità, molte opere che fa vanno disperse. E avendola fatta giungere a questo punto, perché non posso Io portarla?”
Ora, mentre ciò dicevano, dicevo tra me: “Pare che tutti mi vadano contro, l’ubbidienza non vuole che io muoia, questi stanno a pregare il Signore che non mi porti; che cosa vogliono da me? Io non so, che quasi per forza vogliono che stia su questa terra, lontano dal mio sommo Bene”. E mi affliggevo tutta. Mentre ciò pensavo Gesù mi ha detto: “Figlia mia cara, non volerti affliggere, le cose del mondo vanno tristissime e sempre [di] più peggioreranno. Se giunge il punto che devo dar libero sfogo alla mia giustizia ti porterò e allora non ascolterò più nessuno.” (12.02.1904)
“Figlia mia, vedi quante cose si dicono di virtù, di perfezione, ma vanno a finire tutte ad un solo punto, cioè, nella consumazione della volontà umana nella Divina”. Sicché chi più è consumato in questa, si può dire che contiene tutto ed è più perfetto di tutti, perché tutte le virtù ed opere buone sono tante chiavi che ci aprono i tesori divini, ci fanno acquistare più amicizia, più intimità, più commercio con Dio, ma la sola consumazione è quella che ci rende una sola cosa con Lui e ci mette nelle nostre mani il divino potere, e questo perché la vita deve avere una volontà per vivere. Ora, vivendo della Volontà Divina, naturalmente si rende padrona. (17.06.1904)
Gesù dice: “Figlia mia, è necessario operare attraverso il velo dell’Umanità di Cristo per trovare la Divinità”, cioè operare unito con la sua Umanità, con la stessa Volontà di Cristo, come se la sua Volontà e la nostra fossero una sola, per piacere solo a Lui; operando coi suoi stessi modi, indirizzando tutto a Cristo, chiamandolo insieme in tutto ciò che facciamo, come se Lui stesso dovesse fare le nostre azioni. Così facendo, l’anima si trova in continuo contatto con Dio, perché, l’Umanità di Cristo non era altro che una specie di velo che copriva la Divinità; onde operando in mezzo a questi veli, già ci si trova con Dio. E chi non vuole operare per mezzo della [sua] Umanità SS. e vuole trovare Cristo, è come quel tale che vuole trovare il frutto senza trovare la corteccia. (17.19.1904)
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