ScarlattiLab barocco: Benedetto Ferrari "della tiorba"
Автор: Associazione Scarlatti-Ente Morale
Загружено: 2020-09-08
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Video finanziato con i fondi POR CAMPANIA FESR 2014-2020 O.S. 3.3 “Consolidamento, modernizzazione e diversificazione dei sistemi produttivi territoriali”
Napoli, 10 luglio 2020
l'Associazione Alessandro Scarlatti in collaborazione con la Direzione Regionale dei Musei della Campania
presenta
Musica sotto le stelle a Villa Pignatelli
Benedetto Ferrari "della tiorba" e il suo tempo
ScarlattiLab Barocco
Giulia Lepore, soprano
Cristina D’Alessandro, contralto
Ugo Di Giovanni, Pier Luigi Ciapparelli, tiorbe
Luigi Trivisano, cembalo
Domenico Passarelli, flauto diritto
Antonio Florio, direzione musicale
Dinko Fabris, direzione musicologica
Video di Peppino Delia
Benedetto Ferrari nacque a Reggio Emilia nel 1604 e, giovanissimo, si recò a Roma dove fu cantore presso il Collegio Germanico.
Si spostò poi a Parma nel 1619, presso la corte dei Farnese, iniziando la sua carriera di tiorbista e, per il suo virtuosismo, venne soprannominato Benedetto “dalla Tiorba”.
Le notizie successive risalgono al 1637 quando a Venezia (dove nel 1633 era stata stampata la sua prima raccolta di Musiche varie a voce sola), nel Teatro San Cassiano, esordì l’ “Andromeda”, su suoi testi e su musiche di Francesco Manelli, prima opera in assoluto rappresentata in pubblico nella città lagunare.
In tale occasione Ferrari ricoprì anche i ruoli di impresario e di tiorbista.
Sempre con Manelli, diede vita, nel 1638 a “La maga fulminata”, mentre nel 1640 allestì “Il pastor regio”, ripreso l’anno successivo a Bologna e, sempre a Venezia, pubblicò, nel 1637 e nel 1641, altre due raccolte di Musiche varie a voce sola.
Dopo la lunga esperienza veneziana, lavorò forse a Modena e, sicuramente, fu alla corte imperiale di Vienna fra il 1651 ed il 1653 in qualità di strumentista della cappella musicale e di direttore delle celebrazioni di corte.
Tornato in Italia, venne nominato maestro di cappella alla corte del duca Francesco I, rimanendo a Modena fino al 1662.
Si spostò quindi nella sua città natale ed infine, nel 1674, venne richiamato a Modena dove terminò i suoi giorni nel 1681.
Figura di grande spicco del Seicento, Ferrari è oggi praticamente sconosciuto, per cui assumeva notevole valenza il recente concerto intitolato “Benedetto Ferrari e il suo tempo”, ospitato nei giardini di Villa Pignatelli, nell’ambito dello ScarlattiLab Barocco, progetto portato avanti dall’Associazione Alessandro Scarlatti e diretto da Antonio Florio e Dinko Fabris, in collaborazione con il Dipartimento e Master di Musica Antica del Conservatorio “San Pietro a Majella”.
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