Le attenuanti generiche - cosa sono e come ottenerle
Автор: Avvocato Penalista | Avv. D'Andria Studio Legale
Загружено: 2018-01-10
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Cosa sono le circostanze attenuanti generiche?
Quando vengono concesse?
E soprattutto quando possono essere non concesse?
In caso di condanna, e quindi di irrogazione della pena di giustizia, potrebbero esserti concesse le circostanze attenuanti generiche.
Queste sono molto importanti perché costituiscono un vero e proprio “sconto di pena”.
Ma a quanto ammonta questo sconto di pena?
Lo sconto di pena è pari ad 1/3, che andrà applicato alla pena che in concreto ti viene comminata dal Giudice.
Esempio: Condanna: 3 anni di reclusione - (1/3 per la concessione delle circostanze generiche) che è di 1 anno di reclusione
uguale 2 anni di reclusione.
Domanda: in cosa consistono le circostanze attenuanti generiche?
Queste attenuanti, previste dall’art. 62 bis c.p., sono delle circostanze il cui contenuto specifico non è stato tipizzato espressamente dal Legislatore.
In tal caso il Giudice potrà applicare questa circostanza a seconda delle peculiarità del caso concreto.
Nella prassi processuali le circostanze generiche possono essere concesse per:
1. la “lealtà processuale dell’imputato”;
2. risarcimento parziale del danno cagionato alla P.O.;
3. buona condotta post factum, ossia una condotta positiva compiuta dopo aver commesso il reato.
Ma sfatiamo subito un falso mito.
Lo stato di incensurato, cioè l’avere la fedina penale immacolata, non legittima la concessione in automatico della circostanza attenuante qui in discussione.
Il legislatore nel III comma dell’art. 62 bis c.p. stabilisce apertis verbis che l’assenza di precedenti penali non può essere posta a fondamento della concessione delle attenuanti generiche.
In altre parole, il Legislatore dice: “Il fatto di avere il casellario giudiziale senza macchia non ti dà diritto ad una medaglia al valore”.
Ma il giudice può rifiutarsi di concedere le attenuanti generiche?
Sì può farlo.
L’argomento è molto importante e voglio parlarti di casi che, purtroppo, sovente si verificano nelle aule di giustizia.
Abbiamo detto in precedenti puntate che l’imputato può avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il c.d. diritto al silenzio.
La Cassazione ha stabilito che avvalersi della “facoltà di non rispondere” non può essere posta alla base di un diniego del Giudice circa le attenuanti generiche.
È chiaro che in sentenza non troverai mai scritto:
“il Giudice non concede l’attenuante perché la persona si è avvalsa della facoltà di non rispondere”; ma potrai trovare una formulazione letterale di questo tenore: “Non sono concesse le attenuanti generiche perché l’imputato non ha dimostrato segni di resipiscenza, ossia di pentimento”.
Chiaramente è una contraddizione in termini: se l’imputato si è professato innocente come poteva manifestare segni di resipiscenza?
Quindi: se non ha manifestato segni di resipiscenza è perché lui si professava innocente!
Come vedete questo è un ragionamento tautologico, ossia in parole semplici: un cane che di morde la coda.
Se ciò avvenisse allora il Difensore deve dare battaglia perché il ragionamento è assolutamente illogico.
Sul punto si è espressa la Cassazione, nella sentenza che ti riporto in sovraimpressione, la quale ha stabilito che la protesta d’innocenza, anche di fronte ad evidenti prove di colpevolezza, non legittima il Giudice a negare le attenuanti generiche soltanto perché l’imputato non confessi di aver commesso il fatto.
"la protesta d'innocenza, pur di fronte all'evidenza delle prove di colpevolezza, non può essere assunta, da sola, come elemento decisivo sfavorevole alla concessione stessa, non esistendo nel vigente ordinamento un principio giuridico per cui le attenuanti generiche debbano essere negate all'imputato che non confessi di aver commesso il fatto, quale che sia l'efficacia delle prove di reità.•
Corte cassazione, sezione III, sentenza 28 dicembre 2015 n. 50565.
ERGO, FAI ATTENZIONE A COSA SCRIVE IL GIUDICE IN SENTENZA PERCHé SE è ERRATO DOVRAI ECCEPIRLO IN APPELLO ATTRAVERSO IL TUO DIFENSORE.
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