Conciliare conviene
Автор: Pierpaolo D'Andria Consulente del Lavoro
Загружено: 2020-02-13
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Il tuo dipendente ha impugnato il licenziamento che gli avevi intimato, ehm pensavi di averlo messo alla porta ma invece eccolo che spunta dalla finestra.
Eh lo so, adesso sei molto arrabbiato, è diventata una questione di orgoglio, sei convito di avere ragione, e vuoi dimostrarlo andando fino in fondo, ossia sei disposto ad arrivare sino innanzi al giudice per dimostrare che avevi ragione e che il licenziamento era assolutamente legittimo, anche a costo di spendere un occhio della fronte!
Beh calmati un attimo, fai un respiro profondo e soprattutto ricordarti che sei un imprenditore ed in quanto tale devi ragionare in termini di opportunità, questo vuol dire che se una certa soluzione può farti risparmiare dei soldi, come diceva il buon Vasco in una sua canzone “ Corri e fottitene dell'orgoglio, ne ha rovinati più lui che il petrolio”!
Quale può essere l’alternativa? Lo scopriamo in questo video.
Una valida alternativa a quella di arroccarsi sulle proprie posizioni, molte volte dettate solo da una questione di orgoglio e da una spinta emotiva ad assecondare quella vocina interna che ti dice “adesso gli faccio vedere chi sono io, gliela farò pagare, gli farò vedere chi aveva ragione” è quella di proporre al tuo dipendente quella che si definisce offerta di conciliazione.
Infatti per i lavoratori assunti da 7 marzo 2015 in poi, con contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, è prevista la possibilità da parte del datore di lavoro di offrire al lavoratore una somma esente da tassazione e da contribuzione volta a risolvere in via stragiudiziale, ossia evitando di andare innanzi al Giudice, la controversia di lavoro.
L’accettazione dell’offerta di conciliazione e della somma pattuita produce la cessazione definitiva del rapporto di lavoro alla data di licenziamento e una rinuncia definitiva all’impugnazione, anche qualora il lavoratore l’abbia già proposta.
Il vantaggio per te è quello di chiudere definitivamente ed in tempi certi la controversia, senza rischiare che il lavoratore in fase di contenzioso possa avanzare altre pretese che facciano lievitare le somme richieste, e senza parlare delle spese legali che dovrai sostenere.
Ma perché invece il lavoratore dovrebbe accettare la tua offerta, e non decidere a sua volta di fartela pagare in quanto secondo lui è stato messo ingiustamente alla porta?
Perché conviene anche a lui ovviamente! Il suo vantaggio è quello di ricevere una somma netta, ossia senza che da questa vengano decurtate tasse e contributi, a mezzo di assegno circolare ( la legge prevede esclusivamente questa forma di pagamento in sede di conciliazione art. 6 dlgs 23/20015) e nel momento stesso della firma dell’accordo. Come si direbbe in gergo “pochi, maledetti e subito”!
Per le aziende sopra i 15 dipendenti la somma offerta al lavoratore dovrà essere pari ad una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per ogni anno di servizio in misura comunque non inferiore a tre e non superiore a 27, mentre per le aziende fino a 15 dipendenti un’indennità pari a mezza mensilità per ogni anno di servizio col limite minimo pari a una mensilità e mezza e come limite massimo 6 mensilità.
La conciliazione deve avvenire in una delle sedi previste dalla normativa, come ad esempio, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, in sede sindacale, presso una commissione provinciale di conciliazione, o in ordini provinciali dei consulenti del lavoro.
L’alternativa che voglio indicarti, è quella prevista dal Decreto Legislativo 23/2015 che ha introdotto un nuovo rito di conciliazione stragiudiziale esperibile nelle sedi indicate dall’art.2113 e dall’art. 82, comma 1 del Decreto Legislativo 276/2003 e applicabile alle eventuali controversie legate a licenziamenti illegittimi di rapporti di lavoro a cui si riferisce la norma.
La conciliazione, come delinea l’articolo 6 del Decreto, prevede che il datore di lavoro offra al lavoratore che impugna il licenziamento una somma predeterminata, in modo da risolvere la controversia al di fuori delle sedi giudiziali. L’importo, erogabile solo nella forma dell’assegno circolare, una volta accettato non sarà considerato nei redditi imponibili del lavoratore.
Concialiare conviene
Molto spesso mi trovo a dover convincere i miei clienti, ossia i datori di lavoro, che fare una conciliazione con un proprio dipendente, anche se si è dalla parte della ragione spesso è più conveniente che andare in giudizio.
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