Happyphany - A Surfing Holiday (lomo)
Автор: Helo S
Загружено: 2014-01-09
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http://vimeo.com/83920340
6 Gennaio 2014. Sveglia presto anche se ho fatto tardi. Sveglia presto anche se queste vacanze mi hanno tolto il ritmo. Sveglia presto perché almeno mi hanno ridato la voglia, voglia di ritrovare il mio benessere fisico e mentale, voglia di chiudere con un anno che di buono ha avuto poco e non è migliorato con la fine, voglia di recuperare le onde epiche perse per colpa del caso, di un destino avverso che nelle ultime settimane dell'anno scorso mi ha privato dell'unica cura in grado di guarirmi, facendomi ammalare davanti a monitor e display che rimbalzavano condizioni eccezionali ovunque in Italia. Persino le zone meno invidiate d'Italia, le regioni bagnate dall'Adriatico, hanno vissuto giornate epiche, e mentre nel mondo era la fine dell'anno, i surfisti si godevano onde da fine del mondo.
Le carte stavolta sono chiare, le boe piano piano confermano...mi convinco che l'anno nuovo per me inizierà il 6 di Gennaio. Se necessario anche alle 6 (la numerologia ha sempre esercitato un certo fascino su di me d'altronde!),o a qualunque ora possa trovare qualcuno disposto a darmi un passaggio. Il passaggio arriva da mio cugino, e dal momento in cui mi sveglia, intorno alle 7 e 20, a quello in cui mi ritrovo pronto davanti al portone di casa, passa il tempo di un uovo sbattuto e un pugno di frutta secca.
Quello che accade in seguito, durante la giornata, come spesso succede in una giornata di surf, riassume come in un disegno frattale, come in una matrioska, il senso di quello che dovrebbe essere il senso di ogni nuovo anno, il senso della vita.
Arriviamo all' homespot subito dopo Ale, e la prima impressione è quella di tante giornate consumate sul sedile di una macchina (per lo più al volante!), in cerca di qualcosa che è solo nella tua testa. Lungo la costa la situazione però non sembra disperata e le onde si concentrano in luoghi insoliti attivando spot meno battuti. La qualità è buona, anche la misura nei set più grossi sembra discreta, ma la frequenza è bassa. Preoccupantemente bassa. Si apre l'eterna questione: restare o partire? L'uovo oggi o la gallina domani? Sarà che l'uovo l'ho già mangiato a colazione, sarà che oggi mi sono svegliato con lo spirito giusto, ma insisto per andare.
"Debbono esserci isole verso il sud delle cose
dove soffrire è qualcosa di più dolce
dove vivere costa meno al pensiero
e dove è possibile chiudere gli occhi
e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare
a responsabilità sociali
né al giorno del mese
o della settimana che è oggi."
Debbono esserci onde verso ovest... Ci muoviamo, lasciando Ale, Nico e Rocco ai break alternativi mentre Nando, appena sveglio, si mette in macchina per tentare la fortuna con noi. Arrivati al primo break utile dopo Capo Milazzo, la situazione, pur essendo decisamente migliore, non corrisponde alle mie aspettative. Il rischio proseguendo è alto, tutto sommato abbiamo davanti belle onde, solo due persone in acqua...ma oggi è un buon giorno per morire. Sarà stato che da qualche parte, nella mia testa o in cielo, Pessoa e Kipling stavano discutendo amabilmente,
"Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
...
Tua sara' la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!"
non mi è mai sembrato tanto vero! Non è così per mio cugino che deve aver pensato "picca, maliditti e subito"!
Così, in questa giornata metaforica ed emblematica che nella tradizione ricorda e celebra i Magi che dopo un lungo pellegrinare raggiungevano la meta, in barba alla storia (o alla leggenda), decidiamo di seguire una nostra cometa, forse una chimera, che punta ancora a ponente, e mentre nella mia testa si fanno strada queste inconsuete riflessioni, Nando percorre la lingua d'asfalto che ci separa con lo stereo a palla che suona Klingande, portando sulla scena pervasa di mistico e sacro, una prorompente carica di profano che mi precipita dentro quel famoso quadro di Ensor, in cui la folla, nella mia allucinazione, porta in trionfo Cristo a Bruxelles, a ritmo di "Jubel". Non riuscirò più a togliermela dalla testa per tutto il giorno, mentre quella sensazione ancora resiste...
Il resto è storia, e ho deciso di raccontarvela senza parole.
Tutto quello che accadrà dopo dipenderà da voi e da loro (per aggiungere un'altra citazione).
Si chiama futuro, e dopo giornate come questa sembra sempre migliore.
Buon Anno!
Musica: Klingande - Jubel
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