Impronte Politecniche - Giuseppe Turchini intervistato da Manuela Grecchi
Автор: Polimi
Загружено: 2025-10-15
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“Dopo la maturità classica, andai in vacanza in Toscana e tra le meravigliose cose che vidi rimasi incantato davanti a una chiesa, Sant’Antimo a Montepulciano, che mi fece intendere quello che era il mio sogno di architettura, il mio ideale, dove architettura e geometria si fondono completamente tra loro e che mi fece sorgere la domanda sulla mia università: perché non fare architettura?“
Con questa scelta universitaria inizia la carriera di Giuseppe Turchini che lo porterà nel 2012 alla nomina a Professore Emerito nel Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano.
Intervistato da Manuela Grecchi, Prorettrice Delegata del Polo territoriale di Lecco, ci racconta alcune tappe principali della sua vita professionale e universitaria.
Dopo la laurea in Architettura nel 1963, ha vissuto le prime esperienze lavorative nello studio dell’arch. Gio Ponti che fu il suo primo grande maestro, e contemporaneamente le prime esperienze universitarie con l’architetto Alberto Rosselli nell’ambito dell’Industrial Design.
Passò quindi alla ricerca nel mondo dell’edilizia e dell’architettura tecnica in società di ricerca come l’AIRE dell’istituto Case Popolari di Milano, o la Tecnocasa di varie industrie, o l’ UNICITE del CNR. Tutta la sua ricerca era impostata sul principio di promuovere e garantire la qualità nelle opere edilizie, quando, a partire dagli anni ’60, le costruzioni crescevano di numero e di importanza per riparare i danni della guerra. “La qualità era il nostro mito" dice Turchini. La qualità doveva diventare la caratteristica distintiva delle costruzioni, la qualità intesa naturalmente come soddisfacimento delle esigenze degli utenti.
Contemporaneamente all’attività di ricerca, dagli anni ’70 il prof. Turchini sviluppa la sua attività e la sua carriera accademica, a partire da una ricca esperienza a Firenze, dove diventa professore ordinario e poi a Milano, nel 1982 nel settore dell’architettura tecnica.
Tra le esperienze più significative, Turchini ricorda molto bene quella vissuta in Somalia nel 1988 ricca di diversità e di impegno didattico.
Tra i molti incarichi importanti avuti al Politecnico di Milano, in particolare in Senato Accademico, è cofondatore del polo territoriale di Lecco, dove nasce il corso di laurea in Ingegneria edile-architettura destinato ad avere una risposta molto significativa da parte degli studenti e della città.
Nei primi anni 2000 diventa preside della Facoltà di Ingegneria edile-architettura fino all’uscita di ruolo.
Tra le tante attività Turchini ha anche contribuito alla nascita di una rivista “Archetipo” dedicata al mondo dell’edilizia e della architettura tecnica, che ha avuto un notevole successo.
Come afferma Manuela Grecchi, Giuseppe Turchini è stato ed è ancora oggi un grande maestro nel suo settore, ma anche un amico che continua a seguire i suoi allievi che portano avanti e sviluppano ciò che egli ha contribuito a fondare.
Prosegue con una nuova edizione “Impronte Politecniche”, il ciclo di video-ritratti in cui professoresse e professori Emeriti ed Onorari del Politecnico di Milano raccontano la loro storia accademica in dialogo con un loro allievo, dagli esordi fino ai nostri giorni passando per i successi, le prove, gli aneddoti, i luoghi, i maestri e gli allievi che hanno incontrato sul loro percorso.
Il termine “impronta” vuole suggerire il valore permanente di ciò che i docenti Emeriti hanno realizzato nella loro carriera, ma anche il percorso che hanno fatto e che ci invitano a seguire, verso le sfide del futuro.
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