L'agguato in Montagnola: due arresti, sono i fratelli di altri raid violenti
Автор: Corriere della Sera
Загружено: 2026-02-11
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La violenta aggressione ai danni di tre ragazzi tra i 24 e i 34 anni: in altri casi la violenza per faide legate al mondo della droga
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Insieme ad altri otto connazionali, lo scorso 10 gennaio avrebbero partecipato all’aggressione di via De Rolandis, in zona universitaria, lasciando in fin di vita un 20enne colpito a coltellate e a colpi di machete. Ma questo non sarebbe che l’ultimo tentato omicidio in ordine di tempo, perché a ottobre ne avrebbero commesso un altro, in Montagnola, ai danni di tre ragazzi tra i 24 e i 34 anni originari del Senegal e del Gambia: si tratta di due fratelli tunisini di 25 e 29 anni, nei confronti dei quali, per l’episodio dell’autunno 2025, la Procura ha emesso due ordinanze di custodia cautelare in carcere.Per il fratello minore, già in carcere perché identificato e sottoposto a fermo dai carabinieri (già convalidato) perché ritenuto appunto uno degli autori del tentato omicidio di via De Rolandis, la polizia ha quindi dato esecuzione anche alla misura custodiale per il precedente della Montagnola, mentre il fratello maggiore, il 29enne, è ancora ricercato per entrambi i fatti.Se nel caso di via De Rolandis il movente sembrerebbe essere riconducibile a una faida tra bande per il controllo del territorio nello spaccio di droga – i due fratelli tunisini e il loro gruppo gestirebbero quello della Montagnola –, per il tentato omicidio dell’ottobre scorso non sembrerebbe esserci un vero e proprio perché, dal momento che diversi testimoni hanno raccontato di un’aggressione senza apparente motivo. Tutto sarebbe infatti partito da una precedente rissa tra i due fratelli e un altro gruppetto, quest’ultimo poi datosi alla fuga.Dopo poco i due fratelli, aiutati da una terza persona non identificata, si sarebbero armati di un machete di 48 centimetri e di una spranga in metallo di 110, per poi accanirsi contro tre uomini, colpevoli, a quanto pare, di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, con le famiglie al seguito ma che nulla avrebbero avuto a che fare con la rissa di poco prima.A farne le spese, un 24enne e un 34enne del Senegal e un 28enne del Gambia. Fondamentali nell’identificazione dei due fratelli sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno ripreso il momento del recupero delle armi e fornito dettagli importanti sull’abbigliamento: uno con tuta verde, un altro con tuta nera e cappellino con visiera di marca. Questi due tentati omicidi non sono gli unici reati di cui sono accusati i due fratelli: tra i diversi precedenti, come ricostruito dalla Questura, anche altri accoltellamenti e lesioni aggravate.
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