Emilia Romagna - Abbazia di Pomposa e Comacchio - HD
Автор: grazia video
Загружено: 2022-10-23
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L'abbazia di Pomposa, situata nel comune di Codigoro, in provincia di Ferrara, risale al IX secolo, E’ una delle abbazie più importanti di tutta l'Italia settentrionale. Dal dicembre 2014 la gestisce il Ministero per i beni e le attività culturali, tramite il Polo museale dell'Emilia-Romagna, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale dei musei.
Conosciuta già nell'antichità, era in origine circondata dalle acque (del Po di Goro, del Po di Volano e del mare). Il primo documento storico che attesti l'esistenza dell'abbazia è comunque del IX secolo.
COMACCHIO
Nata come città lagunare, venne collegata alla terraferma nel 1821 con la costruzione di un terrapieno stradale che la collega ad Ostellato.
Sul territorio, gli Etruschi vi avevano fondato la città di Spina quindi i primi insediamenti risalgono a quel periodo.
Sorta sull'unione di tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatisi dall'intersecarsi della foce del Po di Primaro col mare, ha dovuto orientare il proprio sviluppo, sia sul piano dell'urbanistica sia su quello dell'economia, sull'elemento acqua.
I ponti sono l'elemento qualificante del centro storico di Comacchio, dato che il centro abitato antico sorgeva su piccole isole collegate le une alle altre per questo motivo è nota anche come la Piccola Venezia.
Il Trepponti o ponte Pallotta è il simbolo di Comacchio, creato nel 1634 dall'architetto Luca Danesi, è sicuramente il più singolare e più famoso ponte della città. Il manufatto è costituito da cinque arcate portanti che collegano i vari canali. Ai piedi della scala principale si apre una piccola piazza su cui si affaccia l’antica pescheria.
Il "ponte delle Carceri o degli Sbirri" prende il nome dalle vicine carceri mandamentali, che un tempo ospitavano i detenuti di Comacchio, per la maggior parte pescatori di frodo o "fiocinini".
La basilica di San Cassiano è la chiesa principale e concattedrale di Comacchio. La prima Cattedrale sorse nel 708 sotto il vescovo Vincenzo e sorgeva nella stessa posizione dell’attuale duomo. Fu costruita in stile preromanico, sino a quando, nel 1200, l'edificio fu rimaneggiato in stile gotico e così rimase sino al 1659 quando venne demolito a causa della sua vetustà così da ricostruire una nuova cattedrale i cui lavori iniziarono il 25 marzo 1659 sotto la spinta del cardinale legato Giuseppe Renato Imperiali. Nonostante ciò, dalla posa della prima pietra sino agli scavi delle fondamenta e ai lavori di muratura passarono oltre 35 anni, venendo consacrata solennemente il 12 aprile del 1740 dal vescovo Giovanni Cavedi,
Stiamo percorrendo la via Mazzini per vedere il Loggiato dei Cappuccini. Un suggestivo susseguirsi di 142 archi sostenuto da colonne di marmo, lungo 400 metri che portano al Santuario. Lungo il percorso si trova la manifattura dei marinati che dal 2004 è un museo/laboratorio, infatti all’interno del percorso museale fatto di barche, attrezzature, documentari e interviste è attivo il laboratorio di produzione ittica.
La Manifattura racconta la vita degli Uomini di Valle, la lavorazione dell’anguilla e la tradizione manifatturiera della città lagunare, ancora oggi in essere. Oggi la Manifattura dei Marinati si articola su oltre milleseicento metri: presenta la Sala dei Fuochi, il cuore dell’intero complesso, in cui sono conservati dodici camini intervallati da nicchie, qui avveniva e avviene tuttora la lavorazione dell’Anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio. Accanto alla Sala fuochi vi è la Calata o Fossa, dove approdavano le barche colme di anguilla e pesci destinati alla marinatura. Da poco restaurata e presto accessibile è la Sala degli Aceti con i grandi tini e le botti per la salamoia.
Santuario di Santa Maria in Aula Regia & Loggiato dei Cappuccini
Situato nell'estremità occidentale della città, è meglio conosciuto come "Chiesa dei Cappuccini". L'attuale edificio sorge in un'area anticamente occupata dal Monastero di S. Maria in Auregiario, la cui presenza viene attestata già nel X sec. d.C. e fino al XII sec.
Nel 1570, fanno il loro ingresso i Padri Cappuccini, voluti dal duca Alfonso II d'Este.
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