Dottor Giovanni Mento
Автор: AdhdItaliaCoordinamento
Загружено: 2026-03-15
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Neuropsicologo, Professore associato di Neuropsicologia dello Sviluppo, Università di Padova. IRCCS “E. Medea - La Nostra Famiglia”, Conegliano (TV)
ADHD e neuroscienze: la concretezza del disturbo
In questo intervento, il Dottor Mento ci accompagna in un viaggio che sposta l'attenzione dalla semplice osservazione dei sintomi clinici alle basi biologiche profonde e replicabili dell'ADHD. Sebbene questo disturbo sia stato descritto per la prima volta già alla fine del Settecento, è solo grazie alle tecnologie degli ultimi decenni che siamo riusciti a "vedere" il cervello in vivo. Queste scoperte confermano che l'ADHD non è un'invenzione moderna, ma una condizione con radici anatomiche e funzionali precise, caratterizzata da differenze strutturali nei nuclei della base e da una riduzione del volume corticale che tende a mantenersi dall'infanzia fino all'età adulta.
Attraverso l'uso della risonanza magnetica funzionale, emerge un quadro chiaro: durante i compiti che richiedono il controllo dell'impulsività, il cervello ADHD mostra una minore attivazione delle aree prefrontali rispetto a uno sviluppo tipico. È qui che si inserisce l'azione del farmaco, come il metilfenidato, che non si limita a ridurre i sintomi superficiali ma agisce ottimizzando e riequilibrando il metabolismo cerebrale, stimolando le zone sotto-attive e calmando quelle iper-attive.
La ricerca più recente ha fatto un ulteriore passo avanti, passando dallo studio delle singole aree a quello dei grandi circuiti cerebrali. Una delle sfide principali per chi vive con l'ADHD riguarda la cosiddetta Default Mode Network, ovvero la rete del "pilota automatico" che si attiva durante la riflessione interna. Nel cervello ADHD, questa rete fatica a spegnersi quando l'attenzione dovrebbe essere rivolta all'esterno, rendendo estremamente difficile sganciarsi dai pensieri intrinseci per concentrarsi sullo studio, sul lavoro o su una conversazione.
Guardando al futuro, la sfida si sposta verso l'integrazione di Big Data e Intelligenza Artificiale per superare la diagnosi standard ed entrare nell'era della medicina personalizzata. L'obiettivo ambizioso, coordinato tra Padova e Conegliano, è quello di unire i dati dell'elettroencefalografia ai test clinici e ai vissuti dei genitori per definire il profilo unico di ogni individuo. Solo così possiamo superare il pregiudizio dell'ADHD come mero costrutto sociale e offrire percorsi di cura che considerino il funzionamento della persona nella sua interezza anatomica e clinica.
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