Le città di GORIZIA e NOVA GORICA (I CONFINI più strani del MONDO)
Автор: Vito Panzella
Загружено: 2021-03-30
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Nel cuore dell’Europa, al confine tra Italia e Slovenia, si trovano due città gemelle accomunate dalla stessa storia. La città di Gorizia, oggi circa 35 mila abitanti, per secoli, dal 1509 al 1918, fu una città Austriaca. L'appartenenza a un'entità statale potente e organizzata portò vantaggi economici notevolissimi fino a farle assumere nel 1800 le caratteristiche di città ricca e attraente al punto da essere definita la “Nizza Austriaca” perché meta turistica della borghesia asburgica.
Dopo la prima guerra mondiale, nella quale la città non fu risparmiata da cruente battaglie, Gorizia, abitata prevalentemente da Italiani, divenne parte del Regno d’Italia nonché capoluogo dell’omonima Provincia. Nel 1943 la città fu occupata dai Tedeschi mentre nel 1945 dall’esercito jugoslavo. Al termine della seconda guerra mondiale la città si trovò a essere contesa tra Italia e Jugoslavia. Con il Trattato di Pace di Parigi del 1947 Gorizia restò all’Italia ma si trovò a essere posta proprio sul confine e privata di gran parte dei territori circostanti assegnati alla Jugoslavia. Il confine attraversava una zona semicentrale della città, lasciando nella parte slovena, oltre alle frazioni di Salcano, San Pietro e Vertoiba, molti edifici e strutture di pubblica utilità tra cui la stazione ferroviaria sulla quale fu collocata la Stella Rossa.
Il tenace tentativo non riuscito da parte del governo jugoslavo di annettersi la città portò il Maresciallo Tito a voler fondare una città gemella proprio sul confine. Nova Gorica, la più giovane delle città slovene, fu costituita allo scopo di ridare un baricentro amministrativo all'area territoriale circostante annessa alla Jugoslavia in quanto veniva a mancare il ruolo naturale che era stato svolto dalla città di Gorizia, rimasta in territorio italiano.
Nova Gorica, oggi circa 13 mila abitanti, costruita nello stile in voga nei paesi socialisti e priva di edifici storici, ebbe un rapido e notevole sviluppo demografico e urbanistico. Per decenni fu una frontiera difficile, quella tra i due grandi blocchi della Guerra Fredda con la piazza antistante la Stazione ferroviaria, simbolo del confine fra le due nazioni, divisa a metà tra le due città con la costruzione di una barriera, il famoso Muro di Gorizia.
Oggi le due città, in precedenza separate dal confine di stato italo-jugoslavo e poi italo-sloveno, sono di fatto unite dal 21 dicembre 2007, giorno in cui la Slovenia è entrata nell'area del Trattato di Schengen con la definitiva caduta delle barriere doganali. Niente più code e controlli dei documenti, il confine si passa per andare a bere un drink o fare la spesa. Così le due città gemelle, divise da un muro per oltre mezzo secolo, stanno provando a diventare una sola comunità e la prova concreta è la designazione di entrambe come Capitale Europea della Cultura nel 2025.
(Fonti Comune di Gorizia, Corriere della Sera, Wikipedia)
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