Curare le orchidee in casa, video n° 5 Concimazione chimica e organica
Автор: Orchideria di Morosolo
Загружено: 2021-12-30
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Dal libro ORCHIDEE, STORIE & PERSONAGGI, 4° edizione, pag 572, € 25 acquistabile da www.orchideria.it o amazon: la concimazione chimica è stata “inventata” da Justus Von Liebig* che si accorse che le piante attraverso l’acqua assorbono dalla terra alcuni elementi chimici: azoto, fosforo, potassio poi calcio e in parti minori molti altri e pensò se diamo direttamente questi elementi evitiamo di usare il letame, inoltre potremmo dosare i vari elementi secondo le varie fasi di coltivazione, ad esempio in primavera dare più azoto per favorire lo sviluppo delle nuove vegetazioni e in estate autunno più fosforo e potassio per favorire la fruttificazione e da allora nel mondo si diffuse la concimazione chimica.
(....)Gli orchidofili (i collezionisti di orchidee) in primavera, per sostenere lo sviluppo delle nuove vegetazioni, usano un concime ad alto contenuto di azoto, il 30-10-10, per il resto dell’anno un concime bilanciato, il 20-20-20, ed infine per la fioritura e per la radicazione il 10-30-20. Tutti questi concimi vanno alternati al nitrato di calcio, perché il calcio è un elemento importantissimo per le orchidee e anche per le altre piante.
(....)Le piante possono assorbire il calcio come nitrato, perciò, a seconda dei periodi, si concimerà una volta con il 30-10-10 o 20-20-20 e una volta con nitrato di calcio,
Generalmente i concimi più diffusi si utilizzano alla concentrazione di 1 g di concime in 1 litro d’acqua, ma per le Phalaenopsis, Cymbidium e Vanda si può arrivare anche a 2 g/litro. Per i Paphiopedilum invece 1/2 g/litro. Un grammo corrisponde a circa mezzo cucchiaino da caffè raso, poiché i cucchiaini non sono tutti uguali, in caso di dubbio, meglio di meno piuttosto che di più. Chi ha molte piante può concimare prima Phalaenopsis, Cymbidium e Vanda con 2 g/litro, poi si diluisce aggiungendo acqua per concimare le altre e infine si aggiunge ancora acqua per i Paphiopedilum.
In inverno con giorni corti e poca luce il metabolismo delle piante rallenta e di conseguenza utilizzano meno concime, per questo nei mesi invernali, se non utilizzate l’illuminazione artificiale, il concime va somministrato a dosi dimezzate e in periodi particolarmente poco luminosi meglio bagnare con sola acqua.
Nei concimi l’azoto è presente in tre forme: nitrico, ammoniacale ed ureico, le piante terrestri assorbono l’azoto in forma nitrica, l’azoto ureico non è assorbibile subito, ma viene trasformato
Le piante epifite, come la maggior parte di orchidee e Bromelie, alcune felci e cactacee vivono con le radici all’aria dove non ci sono i batteri che trasformano l’azoto ureico in ammoniacale e poi in nitrico, per cui le piante epifite si sono adattate ad assorbire direttamente l’azoto ureico che è la forma più disponibile in natura, per questa ragione i concimi per le piante epifite dovrebbero avere un’alta percentuale di azoto ureico.
(...)La mela di Biancaneve. la concimazione chimica a differenza di quella organica (letame in primis) apporta solo sali minerali mentre la concimazione organica porta anche una carica biologica, un’infinità di microorganismi che rende la terra viva. Quando si ara un terreno incolto dietro l’aratro arrivano stormi di uccelli che seguono l’aratro per mangiare vermi, insetti ed altri microorganismi che l’aratura porta allo scoperto, se si ara un terreno di coltivazione intensiva non arriva neanche un uccello. Nei terreni incolti c’è un’infinità di forme di vita, nei terreni di coltivazione intensiva non c’è più vita!
La concimazione chimica a lungo andare altera ed impoverisce l’equilibrio biologico della terra, inoltre diserbanti, insetticidi, fungicidi e sterilizzazione del terreno chimica o a vapore hanno ucciso la terra, nelle coltivazioni intensive la terra è morta!
Nei terreni incolti o concimati con concimi organici in una sola zolla di terra c’è un’infinità di microorganismi che creano un equilibrio biologico, mentre nei terreni di coltivazione intensiva si tende ad accelerare i cicli produttivi a scapito di questo equilibrio, se arriva un patogeno in un terreno incolto o concimato organicamente si trova a competere con questi microorganismi che sono una specie di “difesa immunitaria” che limita fortemente lo sviluppo del patogeno che invece nei terreni morti non trova “avversari” a contrastarlo così si sviluppa in modo esponenziale e va combattuto con fitofarmaci.
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