Fabrizio De Andrè: note uniche e intramontabili
Автор: News Messina
Загружено: 2026-03-02
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Il Teatro Mandanici ha ospitato uno spettacolo capace di emozionare e coinvolgere il pubblico sulle note uniche e intramontabili di Fabrizio De André. “Parole di Faber” ha reso omaggio al grande cantautore genovese con un concerto intenso, fedele nello spirito e ricco di passione.
Come dichiarato dal frontman Federico Romani all’inizio della serata: «Siamo qui perché portiamo in giro la parola di Fabrizio, al quale vi chiederei di iniziare con un applauso». Un invito accolto con entusiasmo dalla platea, pronta a lasciarsi trasportare in un viaggio musicale senza tempo. Ad aprire il concerto è stato "Il testamento di Tito", brano eseguito per la prima volta da De André nel 1998 al Teatro Brancaccio di Roma.
A seguire, classici intramontabili come "La guerra di Piero" e "Don Raffaè", per poi soffermarsi su "La canzone dell’amore perduto", definita durante lo spettacolo “la canzone d’amore per tutti… una carezza malinconica per qualcosa che non c’è più, ma che c’è sempre”. Restando sul tema dell’amore, è arrivata "Andrea", intensa storia che intreccia sentimento e tragedia. Il brano racconta un amore omosessuale sullo sfondo della Prima guerra mondiale: il protagonista soffre per la morte del compagno, soldato caduto al fronte. Una canzone potente, contro l’amore negato e insieme lucida critica poetica all’omofobia e all’intolleranza dell’epoca. "La città vecchia", "Geordie" e "Princesa" hanno aperto la seconda parte del concerto, che dopo "La collina" ha preso ulteriore slancio con le celebri "Dolcenera" e "Creuza de ma". In questi momenti è emersa, con forza, la qualità dei musicisti: dal chitarrista al batterista, dal flautista alla violinista, fino al tastierista, l’ensemble ha offerto una performance impeccabile, capace di evocare le atmosfere della PFM. Brani come "Fiume Sand Creek" e "Hotel Supramonte" hanno permesso di penetrare il lato più intimo ed umano di De André, riportando alla memoria anche il difficile periodo del sequestro vissuto insieme alla moglie. Nel finale, il pubblico è stato travolto dall’emozione e dagli applausi con "La storia di Marinella" e "Amico fragile", che hanno chiuso solo parzialmente la serata. Immancabile il bis, con "Bocca di Rosa", "Via del Campo" e, a suggellare il concerto, "Il pescatore".
“Parole di Faber” ha saputo far rivivere pienamente l’atmosfera, la poesia e la forza delle canzoni di Fabrizio De André, restituendo al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente. Federico Romani, con una voce sorprendentemente simile a quella del cantautore genovese, ha guidato la serata con carisma ed emozione, sostenuto da una band di grande talento, capace di rendere omaggio anche alle celebri sonorità della PFM. Una serata che ha dimostrato, ancora una volta, quanto la parola e la musica di De André siano vive, attuali e capaci di parlare a tutte le generazioni.
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