Il fiume Oglio da Piancogno a Montecchio e affluenti: storia, risorse, attività
Автор: Raccontando Pian di Borno
Загружено: 2025-10-21
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Il fiume Oglio, fin dall’antichità, è stato una risorsa preziosa, anzitutto per la presenza nelle sue acque di numerose specie di pesci, in particolare di trote, che potevano raggiungere anche i dieci- chilogrammi, le quali, nel passato, finivano anche sulle mense dei nobili veneziani. Le norme rigorose contenute negli Statuti della Comunità di Valle Camonica e i numerosi proclami del Capitano di Valle attestano come la pesca fosse un’attività ampiamente praticata con numerosi strumenti e tecniche, spesso impiegate abusivamente. Lungo il fiume veniva fluitato su bine (zattere) il legname, che nel medioevo giungeva fino a Brescia; il ponte di Montecchio, che anticamente era collocato in fondo alla Piazza del Porto, era un punto importante di controllo del transito del legname, del quale un incaricato del Comune di Brescia registrava la quantità.
A partire dal Novecento, l’acqua dell’Oglio e di torrenti (ad esempio il Resio) è stata (e viene tuttora) usata per produrre energia elettrica. Grazie a testimonianze di persone anziane, viene descritta la costruzione della diga di Esine-Cogno e del canale che alimenta la centrale di Gratacasolo e degli impianti che, incanalando l’acqua del torrente Resio, attivano la centrale della Sacca.
Una parte del video viene dedicata all’Ogliolo, integrando con nuove testimonianze il video specificamente dedicato ad esso (vedi “Il fossato Ogliolo: attività e opifici lungo il suo corso”).
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