Firenze, il Precetto pasquale interforze: fede, servizio e speranza per gli uomini in uniforme
Автор: Riccardo Germogli Il Fotogiornalista
Загружено: 2026-03-12
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Nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria Novella si è svolta la celebrazione del Precetto pasquale interforze in preparazione alla Pasqua 2026, un appuntamento ormai tradizionale che riunisce militari, rappresentanti delle istituzioni e associazioni d’arma in un momento di riflessione spirituale e di condivisione.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Pietro Folino Gallo, cappellano della Legione Carabinieri Toscana, delegato dall’arcivescovo Gian Franco Saba, impossibilitato a raggiungere Firenze a causa di un imprevisto. Tra i fedeli presenti anche il cardinale Ernest Simoni, che a 97 anni ha partecipato con intensa partecipazione alla funzione.
All’interno della basilica erano presenti numerose autorità civili e militari del territorio, accolte dal generale di brigata Michele Vicari, alla guida del Comando Militare Esercito Toscana. Hanno preso parte alla cerimonia rappresentanze di Esercito, Aeronautica Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco, insieme alle associazioni combattentistiche e d’arma.
Nel cuore della celebrazione, l’omelia di don Pietro ha offerto una riflessione profonda sul senso autentico della felicità. Un concetto che, ha spiegato il cappellano, non coincide con l’evasione o la leggerezza superficiale, ma con la consapevolezza di trovarsi nel posto giusto e di compiere con responsabilità il proprio dovere: nella famiglia, nel lavoro e nel servizio alla collettività.
Il sacerdote ha poi richiamato l’attenzione su un rischio sempre più diffuso: lasciarsi sopraffare dall’insoddisfazione e dalla sfiducia fino a «indurire il cuore». Quando questo accade, ha osservato, si incrina la fiducia nelle relazioni, nelle istituzioni e persino in sé stessi, e la vita rischia di trasformarsi in una routine priva di significato.
A offrire una prospettiva diversa è la speranza cristiana, fondata nella certezza che Cristo risorto continua ad agire nella storia e nella vita di ogni persona. «Dio non ha dimenticato nessuno», ha affermato con forza il cappellano, ricordando che il Signore non abbandona l’umanità né la sua creazione, ma continua a manifestarsi anche nelle contraddizioni del tempo presente.
Da qui l’invito a saper riconoscere i segni della presenza divina e a non disperdere la propria vita tra rimpianti, lamentele o occasioni mancate. Ogni giornata, ha sottolineato, è un dono irripetibile che non torna più.
La cerimonia si è conclusa con il saluto del generale di corpo d’armata Riccardo Rapanotti, massima autorità militare presente. Nel suo intervento ha ringraziato i partecipanti e richiamato le parole dell’omelia, sintetizzandone il significato attraverso una citazione cinematografica: «Se non combatti per un amore, che tipo di amore hai?».
Un richiamo simbolico alla missione quotidiana di chi indossa l’uniforme: difendere valori come la pace, la serenità, la gioia e la speranza. Con questo spirito il generale ha rivolto agli intervenuti l’augurio di una Pasqua serena e ricca di significato.
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