Nel carcere di Ginevra (da Giovanni Pascoli, Odi e inni)
Автор: Andrea Lami (poligrafo e politropo)
Загружено: 2026-02-22
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Описание: Dal momento che proprio di recente mi permettevo di invocare la necessità della pietà umana senza eccezioni di sorta, "perfino ai re", oggi voglio tentare di leggervi una grandissima poesia dedicata da Pascoli all'anarchico Lucheni, assassino dell'imperatrice Elisabetta d'Austria (la famosa Sissi). Per capire le allusioni del testo bisogna ricordare che Lucheni era 'figlio di padre ignoto' (per cui il Poeta ne fa il figlio dell'Ignoto, metafisicamente inteso, come tutti noi); e che l'imperatrice Sissi, nel momento in cui venne accoltellata, era fresca del suicidio del figlio. Parole, queste, che sembrano scolpite nel granito, e cui l'uso delle terzine incatenate (quelle della Commedia dantesca) conferisce una cadenza ancora più solenne e austera: con buona pace di coloro che ancora continuano a prendere il Pascoli (probabilmente conoscendone ben poco) per una specie di stucchevole autore di filastrocche affetto da infantilismo cronico... Così pur_e, a chi ha accusato il Pascoli di predicare la passiva rassegnazione all'ingiustizia sociale rimproverandogli il tradimento degli ideali di riscatto da lui stesso coltivati in gioventù, potremmo rispondere che qui egli sembra piuttosto manifestarsi come un antesignano della protesta non violenta, della resistenza passiva di gandhiana memoria; e che del resto gli anarchici 'bombaroli' (una piccola frazione del totale, per quanto una minoranza molto rumorosa) non hanno ottenuto granché coi loro gesti eclatanti... Si potrebbe del resto continuare a parlare all'infinito delle implicazioni di questa grandissima pagina di poesia, ma a un bel momento un punto bisogna metterlo. Spero solo che la mia lettura non sia troppo inadeguata!
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