INPS inganna i pensionati trasferiti in Bulgaria.
Автор: Avv. Margherita Kosa
Загружено: 2024-01-19
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I PENSIONATI TRASFERITI IN BULGARIA INGANNATI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ORA IN STATO DI INDIGENZA.
Con Nico Stino, Avv. Margherita Kòsa e Franco Tenca.
INPS, a seguito di un semplice parere del Centro Operativo di Pescara (Agenzia delle entrate) ha deciso di sovvertire una interpretazione, consolidata per ben 35 anni, della Convenzione contro la doppia imposizione, sottoscritta nel 1988 tra l’Italia e la Bulgaria.
Secondo la nuova interpretazione la Convenzione verrebbe disapplicata in relazione agli italiani trasferiti in Bulgaria che non hanno acquisito ancora o non hanno voluto acquisire la cittadinanza bulgara, mentre prima d’ora la Convenzione veniva applicata a tutti i contribuenti trasferiti in possesso della residenza fiscale in Bulgaria.
INPS dal mese di giugno 2023 ha ripreso, d’improvviso, a tassazione in Italia le pensioni (private) degli italiani trasferiti in Bulgaria, che prima ha regolarmente detassato, ingannando così i cittadini che si sono fidati della pubblica amministrazione ed hanno fatto affidamento sulla pensione nell’ammontare precedente.
Molti pensionati, anche di età avanzata, ammalati e soli, si trovano ora in stato di indigenza, in quanto non hanno la possibilità di versare il canone di locazione e/o mutuo di casa contratto, le bollette di fornitura di energia elettrica con cui in Bulgaria funzionano i riscaldamenti, acquistare le medicine e le visite mediche non mutuate, la spesa quotidiana, etc…
Le loro pensioni sono state ridotte in misura elevata rispetto a prima, ma a causa di conguagli senza limiti, alcuni pensionati non hanno percepito completamente i ratei mensili di pensione, unico loro reddito in questa fase della vita.
La situazione estremamente grave, proprio perché riguarda soggetti vulnerabili in età avanzata, rimasti senza mezzi di sostentamento e lontani dall’Italia, che rende ancora più difficoltosa la tutela giurisdizionale che deve essere intentata in Italia e comunque a posteriori, è stata da tempo segnalata alla ambasciatrice Giuseppina Zarra, la quale è intervenuta presso i rappresentanti dei due Stati, ma alcuna soluzione è stata apportata al problema.
E ciò che è peggio, INPS non ha inteso nemmeno ottemperare ai provvedimenti giurisdizionali cautelari (urgenti) ottenuti da alcuni pensionati in grave difficoltà, non dando alcun riscontro ai solleciti dei legali o sostenendo che i loro tempi tecnici ammontano a circa 5 – 6 mesi, rendendo così inutile ogni sforzo della difesa e giudicante stesso, in quanto intervenire in questi casi in tempi notevolmente rimandati potrebbe essere troppo tardi.
COSA NE PENSANO DELL’INNOVATIVA INTERPRETAZIONE APPLICATA DALL’INPS I LEGALI DEI PENSIONATI?
INPS, in maniere completamente decontestualizzata, ha fatto coincidere due terminologie (“cittadinanza” e “nazionalità”) di cui alla Convenzione, oggettivamente non coincidenti, che lo stesso INPS in precedenti comunicati ha ritenuto di chiarire con i cittadini.
L’innovativa interpretazione della Convenzione operata dall’INPS, ad avviso dei legali dei pensionati, è da ritenersi vietata nel nostro ordinamento, in quanto:
contrasta frontalmente con il diritto eurounitario preminente e prevalente, in quanto la possibilità e rischio di doppia imposizione dissuade gli italiani di trasferirsi in Bulgaria;
impatta altresì con i principi fondamentali dell’ordinamento nazionale, con il sistema di tassazione internazionale (OCSE);
crea contraddizione e caos all’interno della norma, contrasta con la finalità della Convenzione;
INPS ha totalmente ignorato le regole inderogabili d’interpretazione delle convenzioni, previste dalla Convenzione di Vienna;
ha violato il principio del legittimo affidamento, ingannando i pensionati che giustamente si sono fidati della pubblica amministrazione ed hanno fatto affidamento e “conti” sulla pensione detassata, nonché l’art. 21-nonies della L. 241/1990;
le trattenute a titolo di conguaglio (arretrati) non rispettano alcun limite previsto dalla legge e
ciò che è ancora più grave, anziché applicare la legge dello Stato (Convenzione), come ha per 35 anni fatto, INPS ha applicato il parere di un direttore di un ufficio territoriale dell’Agenzia (che non è fonte di diritto in nessuno Stato di diritto).
Per tale ragione, si spera in una urgente soluzione della problematica. L’Associazione Pensionati Italiani in Bulgaria (a PIB) sta chiedendo alle autorità italiane competenti di intervenire.
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