Sardegna 2025-Porto Paglia Porto Flavia Portoscuso 9° parte HD
Автор: grazia video
Загружено: 2025-10-29
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La marina di Gonnesa è un’incantevole e interminabile distesa di sabbia soffice e compatta, dal bellissimo colore tra l’ambrato e il dorato all’interno del golfo del Leone (o di Gonnesa). L’arenile, largo e lungo ben tre chilometri e mezzo, regala panorami da cartolina: dune fossili ricoperte di verde mediterraneo e paesaggio attorno con colori dal beige al rossiccio, che contrastano con il candore della sabbia. Nonostante la distesa sabbiosa sia unica, sentirai parlare di ‘spiagge’, se ne distinguono infatti quattro, corrispondenti ad altrettanti accessi all’arenile. Ciascuno tratto è bellissimo, ognuno, con un proprio nome e proprie peculiarità: Porto Paglia, Punta s’Arena, Plag’e mesu e Fontanamare.
Porto Flavia è un'opera di ingegneria mineraria unica al mondo. Fu ideato, progettato e realizzato tra il 1922 e il 1924 dall'ingegnere Cesare Vecelli su incarico della Société de la Vieille Montagne, proprietaria delle miniere di Masua, Montecani e Acquaresi. Il porto si chiama Flavia come la figlia dell’ingegnere che lo ideò e che glielo dedicò.
Il porto nasce come infrastruttura di servizio dell'area mineraria di Masua, oggi non più operativa, in quella che è diventata una località balneare.
Fu una vera e propria rivoluzione: un porto sospeso a metà di una parete rocciosa, da cui parte una galleria, lunga circa 600 metri un luogo che domina la costa, scavato nella roccia dai minatori, sbuca a metà di uno strapiombo che offre una vista mozzafiato sul suggestivo faraglione di Pan di Zucchero, monumento naturale di 132 metri modellato dal tempo.
Porto Flavia, è un’ardita opera sospesa fra cielo e mare, che permetteva l’imbarco diretto dei minerali, sulle navi destinati alle fonderie nord-europee, riducendo in maniera drastica tempi e costi di trasporto.
Portoscuso sta di fronte all’incantevole isola di san Pietro e collega la Sardegna a Carloforte, una delle maggiori località turistiche isolane. Portoscuso, nasce a fine XVI secolo sotto la dominazione spagnola, come villaggio di pescatori e corallai sardi, siciliani, ponzesi marsigliesi e maiorchini.
Dal borgo di Puerto Escuso (porto nascosto) si sviluppò un importante scalo commerciale, protetto da una cinquecentesca torre in tufo e trachite, che si erge su un’altura, offrendo meravigliosi scorci, tra cala della Ghinghetta
e Portopaglietto (o Portopaleddu), due splendide attrazioni costiere con mare limpido e sabbia sottile. Accanto alla torre sorse a metà XVII secolo la tonnara di su Pranu. Tutt’oggi l’antica struttura è attiva fra maggio e giugno per le mattanze: il paese, insieme a Carloforte, è famoso per la pesca del tonno. Nel corso dei secoli furono costruite attorno a su Pranu, case, magazzini per la lavorazione e la chiesa di santa Maria d’Itria (1655), patrona dei tonnarotti festeggiata 50 giorni dopo Pasqua, con eventi sportivi, musicali e folk. Mentre, dentro la tonnara c’è la chiesa di sant’Antonio da Padova. Non può mancare la sagra del tonno,
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