VENEZIA RIPARTE DAI CANTIERI: ENTRO IL 2026 IL TRENO ARRIVA AL MARCO POLO
Автор: VENEZIA MODERNA
Загружено: 2025-10-17
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A volte i cantieri raccontano più della politica.
Dopo anni di annunci, rinvii e contenziosi, la Venezia che costruisce torna a dare date certe: entro Natale 2026 si potrà raggiungere l’aeroporto Marco Polo in treno. È un traguardo che va oltre il valore simbolico, perché rappresenta un cambio di passo per l’intero sistema della mobilità veneta.
Il collegamento ferroviario tra Mestre e Tessera – con la nuova stazione al Marco Polo e il successivo “cappio” di inversione per rendere l’aeroporto una stazione passante – è un’opera che il Veneto attende da decenni. Un’infrastruttura strategica, capace di collegare in modo diretto lo scalo veneziano alle principali direttrici ferroviarie regionali e nazionali: da Padova a Verona, fino a Trieste.
Con questo intervento si supera la storica frattura tra l’aeroporto e la rete ferroviaria, restituendo al territorio un’infrastruttura moderna, intermodale e sostenibile.
Parliamo di 640 milioni di euro d’investimenti – già interamente finanziati – che non solo migliorano l’accessibilità del Marco Polo, ma cambiano la percezione stessa di Venezia come nodo logistico europeo. In un momento in cui la transizione ecologica si misura anche sulla capacità di ridurre traffico privato e tempi di percorrenza, la ferrovia fino all’aeroporto significa meno auto, meno emissioni, più competitività e più qualità della vita per chi si muove ogni giorno.
Accanto a questo, l’ipotesi – rilanciata dal sindaco Luigi Brugnaro – di una fermata ferroviaria dedicata al Bosco dello Sport merita un confronto serio e lungimirante. Sarebbe una scelta di coerenza urbanistica e ambientale: collegare lo stadio e il palazzetto, in corso di realizzazione, al sistema ferroviario significherebbe garantire accessibilità sostenibile, ridurre la pressione del traffico e favorire una gestione più ordinata dei grandi eventi.
Con un investimento stimato in 20 milioni di euro, si potrebbe completare una rete che unisce infrastrutture sportive, culturali e di mobilità in un unico disegno di sviluppo.
Dietro queste opere c’è un’idea precisa di futuro: una Venezia che torna a pianificare e realizzare, che pensa in chiave metropolitana, che investe sulle connessioni invece di subirle.
Non è un caso che le compagnie aeree guardino con interesse al progetto, e che Save – la società di gestione dell’aeroporto – abbia già contribuito con 50 milioni di euro. La sinergia pubblico-privato, quando funziona, produce risultati tangibili: posti di lavoro, opportunità industriali, crescita del turismo di qualità.
Il Veneto ha bisogno di infrastrutture che uniscano e non dividano.
E in questo senso, la ferrovia per l’aeroporto è molto più di un’opera tecnica: è un simbolo di fiducia, di cooperazione e di visione strategica.
Perché un territorio che si muove insieme, cresce insieme.
Paolo Bonafé
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