GUBBIO - LA FESTA DEI CERI - Full HD
Автор: CLAUDIO MORTINI
Загружено: 2013-05-16
Просмотров: 10982
Описание:
© CLAUDIO MORTINI ★
Nel cuore dell'Italia, l'Umbria, la bellezza paesaggistica e architettonica è ovunque condita da un bel corredo di tradizioni, e a Gubbio (Perugia) se ne ha un esempio suggestivo e appassionante. La mitica Festa dei Ceri, una ricorrenza immancabile che si ripropone ogni 15 di maggio dopo aver attraversato secoli e secoli di storia.
Una storia, a dire il vero, che si rivela piuttosto complessa: ripercorrere le tappe di questa festa non è semplice, e persino intorno alle sue origini, certamente remote, aleggia una nebbia misteriosa che non fa che accrescerne la magia. Quella di Gubbio è la manifestazione folcloristica più antica dell'Italia, e esistono due diverse teorie riguardo alla sua nascita, una di stampo religioso e l'altra puramente pagana. La prima ipotesi, quella meno documentata, parla della rievocazione di una vecchissima celebrazione di Cerere, dea delle messi, giunta sin a noi attraverso il tempo dei Comuni e delle Signorie rinascimentali. Ma a detta di altri la festa sarebbe un atto solenne che rimanda alla venerazione, da parte degli eugubini, del loro Vescovo Ubaldo Baldassini, a partire dal momento della sua morte sopraggiunta nel 1160.
Da quel momento ogni 15 di maggio, vigilia della sua morte, i cittadini di Gubbio si diedero un appuntamento fisso per rendere omaggio a quell'amato patrono, partecipando in processione a un'imponente "luminaria" di candele di cera lungo le vie del borgo, siano alla sommità del Monte Ingino, al cospetto della Basilica dedicata proprio a S. Ubaldo. Pare che col tempo i candelotti, messi a disposizione dalle varie corporazioni di Arti e Mestieri, fossero aumentati di dimensioni sino a diventare impossibili da trasportare: per questo, negli ultimi anni del Cinquecento, furono rimpiazzati da tre grandi strutture di legno, più maneggevoli e tecnologiche, che ancora oggi rappresentano rispettivamente Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio.
La data e le modalità con cui si svolge la Festa dei Ceri di Gubbio sono rimaste pressoché invariate nel tempo, sino ai giorni nostri. Ancora oggi, con lo stesso fervore del passato, le statue lignee dei tre santi, ciascuna del peso di circa 400 kg, vengono portate a spalla attraverso il viottoli del borgo antico. Ma attenzione: non si tratta di una sfilata lenta e cadenzata, bensì di una vera e propria corsa che vede sfrecciare i tre ceri a tutta velocità, seguiti da una folla che ha tutta l'aria di un fiume in piena.
Alle prime luci dell'alba sono i rintocchi del "campanone", campana principale del Palazzo dei Consoli, ad avvisare la cittadinanza che il momento della festa è giunto. Ha così inizio un'intensa mattinata, costellata di cerimonie religiose e processioni, che culmina in Piazza Grande con l'adunata di un'enorme folla: qui si assiste alla tradizionale "alzata", primo appuntamento fondamentale della giornata, quando i "capodieci" -- che sono come dei capisquadra -- posizionano i grandi ceri in verticale. Per farlo si servono di una leva, e a sostenere i pesanti ceri sono subito pronti i cosiddetti "ceraioli", che danno il via alla prima fase di corsa con tre "birate", ovvero dei rapidi giri concentrici intorno al pennone principale della piazza.
Ma la corsa vera e propria è ancora lontana: prima devono essere celebrati i cerimoniali del sindaco e del vescovo e deve essere consumato il lauto banchetto intorno alla "Tavola Bona", allestito nella sala maggiore del Palazzo dei Consoli. Nel pomeriggio si cantano i vespri per poi arrivare al momento tanto atteso: comincia la corsa sfrenata dei ceri, con momenti spettacolari pieni di emozione. Dopo un chilometro e mezzo di tornanti la folla raggiunge la Basilica di Sant'Ubaldo, alla sommità del Monte Ingino, dove riposano le spoglie dell'amato vescovo.
Quando la Festa dei Ceri è finita a Gubbio continua a respirarsi un'atmosfera speciale. La celebrazione è un vero e proprio evento, tenuto in grande considerazione dai cittadini e molto appassionante per i visitatori, che unisce grandi e piccoli, bambini e anziani, in una sola emozione condivisa. Per i locali è un onore partecipare alla corsa, che non costituisce un semplice momento di allegria ma soprattutto il simbolo di un grande tesoro, fatto di memorie immortali e tradizioni tipiche.
Повторяем попытку...
Доступные форматы для скачивания:
Скачать видео
-
Информация по загрузке: