Meningite da Meningococco B, è arrivato il vaccino
Автор: divulgazione
Загружено: 2016-11-10
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Il batterio Neisseria meningitidis, più conosciuto come meningococco, ha la forma di un chicco di caffè. Un chicco di caffè che normalmente è presente nelle cavità del naso e della faringe di una persona su dieci, senza dare fastidio. Poi, invece, alcune persone, non si sa ancora perché, passano dalla condizione di portatore a quella di malato. In Toscana nel 2015 sono stati 38 i casi. Quest’anno, 31 (ottobre 2016). 12 i morti complessivi. “La malattia meningococcica – spiegano gli esperti - è una patologia improvvisa potenzialmente mortale. Si stima che più di uno su dieci tra chi ne è colpito possa morire. In 24 ore”.
In Europa il batterio meningococco B (MenB) causa circa l’85 per cento dei casi di meningite tra i bambini piccoli. La maggior parte supererà l’infezione senza effetti seri. Ma più di 1 bambino su 10 soffrirà della perdita di un arto o di disabilità neurologica. Più di 1 su 3 presenterà altre problematiche cognitive, fisiche e psicologiche. Anche se può sembrare poco elegante monetizzare il dramma delle persone, in base a stime del Regno Unito, il costo del trattamento a vita per un bambino con conseguenze severe da meningite batterica ammonta a 2,24 milioni di euro.
“Noi lavoriamo nei vaccini perché crediamo nella scienza e nella possibilità di fornire un contributo sostanziale al miglioramento della salute pubblica – afferma Daniele Finocchiaro, Presidente e amministratore delegato di GSK Italia -. Per questo abbiamo continuato ad investire nel settore quando molti si allontanavano, attirati da diverse sirene di scienza ed economia e per lo stesso motivo abbiamo riconosciuto subito, preservato e stiamo investendo in questa perla italiana, ora centro mondiale di eccellenza GSK per la ricerca sulle infezioni batteriche e per la produzione di numerosi vaccini. Ogni 8 minuti una persona nel mondo muore di meningite e ogni anno con la vaccinazione in generale potremmo evitare fino a 3 milioni di morti e 750mila casi di disabilità: il nostro posto ieri, oggi e domani è perciò a fianco delle Autorità sanitarie per contribuire al mantenimento delle coperture vaccinali necessarie alla protezione delle nostre comunità”.
Gli episodi di infezione invasiva meningococcica verificatisi in Toscana ma anche in altre Regioni non rappresentano un evento inatteso o anomalo e non configurano una particolare situazione di emergenza se affrontati in modo corretto come è stato fatto finora.
E sono due gli strumenti principali che abbiamo a disposizione per difenderci: la vaccinazione ed una corretta diagnosi della malattia.
“La vaccinazione è l'unico strumento per prevenire la meningite da meningococco. Il batterio è infatti presente nella gola del 10 per cento circa delle persone senza dare alcun segno: solo in alcuni, e per motivi ignoti provoca la malattia – spiega Pier Luigi Lopalco, ordinario di Igiene e Medicina preventiva all’Università di Pisa - Con il vaccino quindi non solo proteggiamo il singolo, ma riduciamo il numero di quei "fantasmini" (veri e propri portatori dell’infezione ignari della loro condizione) presenti tra noi che senza saperlo trasmettono una malattia che può avere un'evoluzione drammatica in poche ore. Con la vaccinazione per la meningite meningococcica otteniamo anche quell'immunità di gregge che rappresenta un fattore chiave in termini di sanità pubblica per limitare la circolazione del batterio e ridurre i casi di malattie".
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