ABHIDHAMMATTHA SANGAHA 1.3 - Il sentiero della purificazione
Автор: Bhikkhu Kusalananda
Загружено: 2020-03-29
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Canone Pali
Abhidhamma Pitaka
ABHIDHAMMATTHA-SANGAHA
Il Sentiero della Purificazione
di Anuruddhācariya
Dopo aver così raggiunto una corretta visione della reale natura di questo cosiddetto essere, libero da false percezioni di un’anima permanente, egli cerca le cause di questo “Io”. Egli realizza che non esiste nulla al mondo che non sia condizionato da qualche causa, passata o presente, e che la sua attuale esistenza è dovuta alla passata ignoranza (avijja), brama (tanha), attaccamento (upadana), Kamma e nutrimento fisico della vita presente. Per queste cinque cause questo cosiddetto essere è sorto e le cause passate hanno condizionato il presente, e così il presente condizionerà il futuro. Meditando su queste realtà egli trascende ogni dubbio riguardo al passato, al presente e al futuro.
Quindi medita sulla verità che tutte le realtà condizionate sono impermanenti (anicca), soggette alla sofferenza (dukkha) e prive di un’anima immortale (anatta). Constata che queste tre caratteristiche sono sempre ed ovunque presenti. Egli realizza che la vita è un flusso condizionato da cause interne ed esterne. Non esiste felicità in ciò che è impermanente.
Chi è Entrato-nella-Corrente non sarà mai più un mondano (putujjana), ma un Ariya (Nobile).
Raggiungendo questo primo stadio di Santità egli sradica le seguenti tre Catene (samyojana) che lo legano all’esistenza:
1. Sakkaya-ditthi: sati + kaye + ditthi, lett. vedere un gruppo esistente. In questo caso kaya si riferisce ai cinque Aggregati della materia, sensazione, percezione, stati mentali e coscienza, o, in altre parole, il complesso composto di mente e materia. L’idea che vi sia un’unica entità
immutabile, un’anima permanente, quando vi è un complesso composto di aggregati psicofisici è detto sakkaya-ditthi. Il Dhammasangani elenca 20 tipi di queste teorie sull’anima. Sakkaya-ditthi di solito è tradotto con auto-illusione, teoria dell’individualità, illusione di individualismo.
2. Vicikiccha: Dubbi. Sono i dubbi:1. sul Buddha, 2. sul Dhamma, 3. sul Sangha, 4. sulla regole della disciplina (sikh), 5. sul passato, 6. sul futuro, 7. sul passato e sul futuro, 8. sulla Legge di Coproduzione Condizionata (paticca-samuppada).
3. Silabbataparamasa – Fedeltà (errate) a riti e cerimonie. Così spiega il Dhammasangani: “E’ la teoria sostenuta da asceti e bramani , che la purificazione si ottiene o tramite regole di condotta morale, o tramite riti, o da entrambi.”
Per sradicare le rimanenti sette Catene un Sotapanna rinasce al massimo altre sette volte. Egli ottiene una fede implicita nel Buddha, nel Dhamma e nel Sangha. Per nessuna ragione violerà uno qualsiasi dei cinque precetti. Non è soggetto a stati dolorosi in quanto è destinato all’Illuminazione.
Avendo intravisto il Nibbana, il praticante farà rapidi progressi e perfezionando la sua Visione Profonda (insight) diventa un Sakadagami – Colui che ritorna una sola volta – raggiungendo il secondo stadio della Santità con l’eliminazione delle altre due catene, cioè il desiderio sensuale
(kamaraga) e la cattiva volontà (patigha).
Ora è chiamato “Colui che ritorna una sola volta” poiché rinasce nel regno umano solo un’altra volta e raggiungerà la condizione di Arahat in quella stessa nascita. E’ interessante notare che il Santo Ariya che ha raggiunto il secondo stadio di Santità riesce ad indebolire queste due potenti
Catene con cui è legato da un remoto passato. A volte, anche in misura lieve, nutre pensieri di avidità e rabbia.
Raggiungendo il terzo stadio di Santità, cioè Anagami (Colui che non ritorna), egli sradicherà completamente queste due Catene. Quindi mai più rinascerà in questo mondo né in regni celesti, poiché ha sradicato il desiderio di gratificazione sensuale. Dopo la morte egli rinascerà nelle Pure Dimore (Suddhavasa), un mondo riservato esclusivamente agli Anagami e agli Arahat.
Un laico può diventare un Anagami se conduce un vita dedita al celibato.
Il Santo Anagami conclude il suo percorso distruggendo le rimanenti cinque Catene, cioè:
attaccamento ai Mondi Materiali (ruparaga), attaccamento ai Mondi Immateriali (aruparaga), orgoglio (mana), agitazione (uddhacca) ed ignoranza (avijja). In questo mondo raggiunge lo stadio finale della Santità.
Colui-che-è-entrato-nella-corrente, Colui-che-ritorna-una-sola-volta, Colui-che-non-ritorna sono chiamati Sekha perché sono ancora praticanti. Gli Arahat sono chiamati Asekha perché hanno concluso ogni pratica.
Un Arahat, lett. un Degno, non è soggetto a rinascita perché non genera nuovo karma, i semi della sua riproduzione sono stati tutti distrutti.
L’Arahat ha realizzato ciò che doveva essere realizzato. Un pesante fardello della sofferenza è stato finalmente abbandonato, e tutte le forme della brama e ogni ombra d’ignoranza sono state totalmente distrutte. Il felice praticante ora ha raggiunto la meta suprema ed ha rimosso tutte le
passioni e le impurità del mondo.
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