Ozio & Ciccio Elektro - 23 MAGGIO
Автор: Ciccio Elektro
Загружено: 2025-09-23
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Testo : Ozio & Ciccio Elektro
Rec, Mix, master - Andrea Ozio Vassallo
Rec strofa Ciccio Elektro - Maurizio Musumec
Editore - Zona periferica (ROMA)
Produzione - Andrea Ozio Vassallo
] OZIO: Prefazione:
Fossi non vulevunu addivintari eroi
Fossi vulevunu na vita comu a tutti lauttri
Gudirisi a famigghia l'amici....a vita!
Ma quaccherunu rissi no!
du nemico invisibile e nfamuni
Ca ancora oggi respira , non jetta UCI ma cumanna a muta a muta
E ni fa capiri
E Ca u ristinu di picca putissi essiri u ristinu ri tutti!
Prefazione Ciccio Elektro
Chista è a storia di cu si fici avanti pi proteggiri l'onori de giusti e ci lassau a vita. Sta canzuni non è lamentu,è vuci è memoria, è focu contru o scuru pi ricordari a tutti ca a vera forza di sta terra non è a mafia, ma i chistiani ca non s’arrènnunu mai
Rit.
Adesso dimmi tu
Quale senso ha
Avere sogni in questa lurida realtà
Adesso dimmi tu
Come finirà
Quando ti scontri con qualcuno
Senza dignità
Adesso dimmi tu
il duello qui dov'è
Sono fantasmi codardi lo scontro non c'è
Non è una lotta ad armi pari
E la mossa degli infami
Si stringono le mani e si sentono i re
Strofa Ozio
Non È una canzone che ti parlerà di eroi
Ma racconterò di noi parla di gente normale
I nostri nomi conosciuti un effetto collaterale
Siamo il Frutto del successo di un azione criminale
Noi non volevamo stare fermi li a guardare
sognavamo in grande con la convinzione
Che Qui tutto può cambiare
E invece niente non è cambiato niente
Solamente un sacrificio
Ed un anniversario ricorrente
Due fiori nel cemento che ricordano il momento
E due minuti nella testa della gente che a stento
ricorderà lo scopo del perché lo abbiamo fatto
Dedicandoci la vita e poi lasciarla sull'asfalto
Era senso del dovere o uno stipendio più alto
Era quello che volevo o forse non l'avrei mai fatto
Sono Rocco DiCillo oggi è un giorno come un altro
Oggi è un sabato qualunque il 23 di maggio
Aspettiamo il magistrato con la solita paura
Unico viaggio aeroporto casa dell'Addura
con le solite 3 auto manteniamo l'andatura
In autostrada tutto ok ci sembra sicura
Tra una chiaccherata e l'altra l'aria sembra sia serena
La blindata che viaggia senza avere alcun problema
avvicinandoci alla meta tra quei sogni di vittoria
17:58 un solo botto fine della storia
Rit.
Adesso dimmi tu
Quale senso ha
Avere sogni in questa lurida realtà
Adesso dimmi tu
Come finirà
Quando ti scontri con qualcuno
Senza dignità
Adesso dimmi tu
il duello qui dov'è
Sono fantasmi codardi lo scontro non c'è
Non è una lotta ad armi pari
E la mossa degli infami
Si stringono le mani e si sentono i re
Strofa Ciccio Elektro
Sono il caposcorta del giudice falcone sono Antonio montinaro fedele a questa nazione.
Sono salentino ma ormai vivo a Palermo combatto giorno per giorno la mafia che è un inferno
Mi manca la mia famiglia quando vado a casa gli dico torno presto.
Del resto sono un poliziotto servitore dello stato credo alla giustizia in questo campo minato.
So che il mio lavoro è come una lama appuntita
Che da un giorno all'altro può costarmi la vita
Sempre con attenzione occhi e concentrazione in auto insieme a rocco viviamo con la tensione
Indosso questa divisa con onore e serietà. Lo faccio per i miei figli per cambiare sta città
Tina non fa, altro che chiamarmi preoccupata.
Un altro magistrato ammazzato per la strada
Le dico stai tranquilla che qui tutto va bene anche se per strada si sentono le sirene.
Ma qui nessuna tregua la mafia ci annega qui nessuno parla e la gente se ne frega.
Oggi è un giorno come un altro il 23 maggio guido in autostrada il solito viaggio.
Avvicinandoci alla metà mentre guido penso 17.58 un solo botto poi solo silenzio
Strofa Ozio (Rocco Dicillo):
Rap narrativo, con approccio realistico e cronachistico.
Non esalta, non santifica: parte da una riflessione sul non voler fare gli eroi, ma ritrovarsi incastrati in un sacrificio che diventa simbolico.
Linee potenti:
“Due fiori nel cemento che ricordano il momento” → immagine dura e poetica insieme.
“17:58 un solo botto fine della storia” → chiusura glaciale, storytelling secco, senza pathos inutile. È quasi un documentario rappato.
Questa strofa rende tangibile il tempo, la paura, il viaggio. L’uso dell’orario preciso inchioda l’ascoltatore: è cronaca pura.
4. Strofa Ciccio Elektro (Antonio Montinaro):
Qui il tono è più personale, intimo. Si entra nella psicologia del caposcorta.
Contrasto fortissimo tra la vita familiare (moglie Tina, figli, telefonate) e la vita da poliziotto in guerra.
Linguaggio meno poetico, più diretto: “La mafia è un inferno”, “qui nessuno parla e la gente se ne frega” → linguaggio quotidiano che restituisce la rassegnazione e la durezza.
Finale che ricalca quello di Ozio: “17:58 un solo botto” → doppio punto di vista che converge nello stesso istante fatale. Questa scelta dà peso e coralità: più voci, stesso destino.
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