Igor Sibaldi: quell'attrazione affettiva e intuitiva verso qualcosa che non conosci ancora (audio)
Автор: Lupo e Contadino
Загружено: 2026-02-06
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Volere non è desiderare.
In questa conferenza Igor Sibaldi spiega il significato più profondo e rivoluzionario della libertà. Sibaldi smonta l’idea comune di storia, intesa come una forza impersonale che ci travolge (“il noi”), e ci mostra come uscirne: attraverso un atto di volere autentico. Il vero volere non è cedere, scegliere tra opzioni imposte o fare sforzi di volontà, ma è un’attrazione spontanea verso l’ignoto, verso ciò che ancora non conosciamo ma che ci chiama.
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Partendo da esempi concreti della vita quotidiana e attingendo a fonti come il Vangelo di Giovanni e la fiaba di Aladino, Sibaldi spiega che la libertà inizia quando ci stanchiamo del conformismo e riconnettiamo con il nostro “io” più profondo. Questo “io” è già avanti a noi, ci indica la via e ci chiede solo di avere il coraggio di volere. In un’epoca di estremo conformismo, questa pratica interiore diventa l’unico vero atto di ribellione e di difesa della propria identità.
0:01 - L'aria di guerra e la Storia come "noi". Sibaldi apre definendo il nostro tempo storico, percepito attraverso i TG, come dominato da un'aria di guerra. Introduce subito il tema centrale: la Storia (con la S maiuscola) è una forza che agisce per masse, non per individui.
2:31 - Opporsi alla Storia: il rifiuto del "noi". Spiega che scrivere (o vivere) una storia individuale significa contrapporsi alla Storia collettiva. Fa un esempio radicale: opporsi a una guerra rifiutandosi di pagare le tasse che la finanziano. La Storia avanza solo finché nessuno si oppone.
3:47 - Il cedimento quotidiano: quando non "vogliamo" davvero. Chiede al pubblico di riflettere su quante scelte nella vita (mobili, colori delle pareti) siano frutto di cedimento, stanchezza o adattamento, piuttosto che di un autentico volere. Questo è il primo passo per diagnosticare la nostra mancanza di libertà.
7:44 - Il dubbio di Gesù e la scelta antistorica. Racconta, in una lettura alternativa dei Vangeli, il momento di dubbio di Gesù prima dell'arresto. Gesù elabora un piano "antistorico" per sfidare il potere costituito, mostrando che anche le figure più iconiche operano scelte controcorrente.
11:58 - Aladino nel sotterraneo: il modello del volere. Spiega la fiaba di Aladino come una perfetta allegoria del volere autentico. Isolato nel sotterraneo (cioè staccato dal "noi" sociale), Aladino strofina la lampada e vede se stesso. Solo quando incontra se stesso (il suo vero io) può incontrare il Genio e volere la sua libertà.
17:38 - L'interpretazione rivoluzionaria di Giovanni 14. Offre una traduzione e interpretazione alternativa del passo "Non sia turbato il vostro cuore...". Spiega che "cuore" è il centro dell'identità e che Gesù invita a credere nel proprio "io" profondo come si crede in Dio, perché questo "io" ci precede e ci prepara la strada.
25:09 - Il conformismo contemporaneo senza precedenti. Sottolinea con forza come l'attuale periodo sia il più conformista che abbia mai vissuto, più ancora degli anni '70. Si va avanti a parole d'ordine e reggimentazione del pensiero, allontanandoci dalla nostra capacità di volere.
33:09 - L'educazione al cedimento e il veleno dello "sforzo di volontà". Analizza come fin da bambini ci sia stato insegnato a cedere (prima il dovere, poi il volere) e a confondere l'autentica volontà con lo "sforzo di volontà", che in realtà è spesso obbedienza a un ordine esterno.
56:08 - La definizione di "volere": attrazione verso l'ignoto. Dopo aver escluso ciò che il volere non è (cedere, scegliere, sforzarsi, desiderare), arriva alla definizione positiva: volere è un'attrazione affettiva e intuitiva verso qualcosa che non si conosce ancora. È l'atteggiamento del bambino, dello scienziato, dell'artista.
1:30:58 - La "pochlost": l'orrore di essere contenti. Introduce il concetto russo di "pochlost": la disgustosa soddisfazione di chi è contento di ciò che ha già, che non si stanca mai, che non vuole. Il "pochliak" è morto per la storia personale ed è pienamente nella Storia collettiva. L'antidoto è stancarsi di ciò che si ha e aprirsi all'ignoto.
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