NELLA PATRIA DEL FRIULI - PIETRO SAVORGNAN DI BRAZZA' E LA FAMIGLIA SAVORGNAN
Автор: Piergiorgio Grizzo
Загружено: 2021-10-09
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Cosa lega Brazzaville, metropoli africana di un milione e settecentomila abitanti, capitale della Repubblica del Congo, al piccolo castello di Brazzacco tra le colline del Friuli?
Li lega la storia di un personaggio incredibile, Pietro Savorgnan di Brazzà, esponente della famiglia Savorgnan, potentissima dinastia friulana nei secoli tra l'apogeo dello stato patriarcale e la dominazione veneziana.
Nato a Roma nel 1852, Pietro Savorgnan di Brazzà fu uno dei più famosi esploratori dell'Africa nera nella seconda metà dell'Ottocento, al pari di personaggi come Livingstone e Stanley. Rispetto ai quali si distinse per le qualità umane e per l'aver strenuamente difeso fino all'ultimo le popolazioni indigene dall'avanzata di un colonialismo rapace e brutale.
Crebbe tra Roma, Parigi e in Friuli, nella villa di Soleschiano, nei pressi di Manzano, e a Brazzacco, dove la famiglia possedeva un borgo rurale con cappella gentilizia, centro di un’estesa azienda agricola e antico luogo fortificato, anteriore al Mille, noto per aver avuto parte nelle vicende storiche del Friuli medievale.
Fino agli ultimi decenni dell'Ottocento l'interno dell'Africa era ancora pressoché sconosciuto. Nell'immaginario era una terra misteriosa, di foreste sterminate, popolate da animali feroci e tribù ostili. Nella stagione di esplorazioni inaugurata dallo scozzese David Livingstone le spedizioni europee iniziarono a penetrare nell'interno, risalendo i grandi fiumi del continente.
Nel 1875 Pietro Savorgnan organizzò la prima spedizione. Risalì quasi l’intero corso dell’Ogooué nell'attuale Gabon, e attraverso esso raggiunse il bacino del fiume Congo. Le successive spedizioni furono finanziate anche con i beni di famiglia.
Nel 1884, grazie ai trattati che seppe stipulare con le tribù indigene, assicurò alla Francia un vasto territorio nelle attuali Repubbliche del Congo e del Gabon. Contemporaneamente la Società di geografia decise la creazione di una nuova stazione, che prese il suo nome e che ancora oggi si chiama Brazzaville.
Nel 1904 venne richiamato dal governo francese per una missione d’inchiesta nella colonia del Congo, che gli permise di verificare i maltrattamenti e lo sfruttamento schiavista a cui i congolesi stessi erano stati sottoposti dopo la sua partenza. Ma la relazione di denuncia, che aveva redatto per il governo francese non giunse mai a destinazione: Pietro Savorgnan di Brazzà morì il 14 settembre 1905 a Dakar, durante il viaggio di ritorno, in circostanze misteriose. Fu sepolto ad Algeri, dopo i solenni funerali di stato a Parigi. Nel 2005 le sue ceneri sono state trasportate, a seguito delle celebrazioni per il centenario della morte, in un
mausoleo eretto a Brazzaville.
Pietro Savorgnan di Brazzà fu senza dubbio il rappresentante più noto a livello internazionale dell'antica stirpe dei Savorgnan, ma non fu il solo ad entrare nel libro della grande Storia.
I Savorgnan stanno al Friuli come i Medici stanno a Firenze e alla Toscana.
L'arme di famiglia, o meglio quello del ramo Savorgnan dello Scaglione, è diventato il gonfalone della città di Udine ed anche del piccolo paese di Pinzano al Tagliamento, nel passato uno dei feudi più importanti. Perfino la squadra di calcio dell'Udinese lo riporta nel suo logo.
Originaria della Germania, la famiglia arriva in Friuli all'inizio del XIII secolo. Il capostipite si chiama Rodolfo Ciprioner, che nel 1235 viene investito dal Patriarca di Aquileia del possesso di un piccolo castello a presidio del torrente Torre, Savorgnano.
Il nome del luogo diventa il predicato nobiliare della famiglia, che viene infeudata anche di una parte del castello di Udine e acquista inoltre Flagogna, Osoppo, Savigliano, Ariis, Buia e Pinzano. Quest'ultimo castello ha un ruolo centrale. Qui vengono riscossi i tributi ed installati l'ufficio giurisdizionale e le carceri per tutte le ville dei suoi possedimenti.
Federico Savorgnan nel 1385 viene nominato patrizio veneziano. Il figlio Tristiano è alla testa dell'esercito della Serenissima, che nel 1420 pone definitivamente il Friuli sotto il proprio dominio.
Nel 1511 Antonio Savorgnan, signore di Pinzano, è tra i fomentatori della crudel zobia grassa, la rivolta popolare che inizia il giorno di giovedì grasso a Udine per poi estendersi alle campagne. Un bagno di sangue che farà decine di vittime tra le famiglie nobili friulane legate agli Asburgo.
Giulio (1516-1595) fu un fedelissimo di Venezia, che nel 1567 lo creò sovrintendente generale dell'artiglieria e delle fortificazioni di tutto il territorio della Repubblica. Portano il suo nome inoltre i primi progetti della futura Palmanova.
I Savorgnan, alla maniera dei Medici, furono dunque una dinastia di cripto signori, capaci di incidere nelle vicende politiche e storiche della propria terra ben aldilà delle cariche ufficialmente ricoperte, attraverso un potere divenuto nei secoli tentacolare e grazie a tanti personaggi brillanti, coraggiosi e spregiudicati.
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