Beatrice Salvioni – La Malnata
Автор: Fabiana Scamardella
Загружено: 2023-04-24
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Questa è la storia di un’amicizia che potrebbe essere collocata in qualsiasi epoca. Questa è la storia di un’amicizia e degli ostacoli che gli adulti con i loro pregiudizi, cercano di insinuare come zavorre sugli occhi dei bambini.
I bambini però si sa, conservano un’innocenza e un’innata capacita di riconosce a pelle le persone, di fiutare le loro anime per poi decidere di fidarsi. Un istinto selvaggio che crescendo purtroppo si perde, per rincorrere relazioni che si basano solo su apparenza e convenienza.
Ce lo dimostra la storia di Francesca, una ragazzina educata, timida che punta i suoi occhi su colei che assolutamente la gente evita, il cui soprannome, Malnata, è presagio di sventure.
Ci troviamo a Monza, il fascismo ha già fatto la sua ascesa e oltre a governare l’Italia, conduce il credo nazionale verso fanatismi di guerre e sete di potere che si declinano anche in prepotenze attuate da piccoli gerarchi che esercitano la propria arroganza dietro il simbolo del fascio. In un’atmosfera già condizionata da convenzioni e apparenze, l’amicizia con una ragazze di origini umili, con una fama che la precede, e in un microcosmo fatto da mille occhi che tutto guardano e tutto sanno, per una bambina, vittima delle ambizioni materne di apparire come essere superiore, sentirsi come gli altri ma soprattutto sentirsi all’altezza dell’amicizia di Maddalena, la Malnata, ossia l’antitesi di tutto quanto Francesca rappresenta, è fonte di aspirazione, fonte di gioia e orgoglio. Lo sguardo di Maddalena che si posa su di lei con approvazione, le fa trovare il suo posto nel mondo, le fa dire “anche io non ho paura di nulla”, la fa uscire dalla campana di vetro prevista per le giovani donne di quell’epoca (ma temo che ad oggi certe cose non siano così cambiate).
Attraverso l’amicizia con Maddalena, Francesca scende nei vicoli più nascosti della natura umana, non solo degli adulti ma anche nella cattiveria dei più giovani, a loro volta vittime dei retaggi familiari. Scopre che nel carattere umano esistono le sfumature e non solo posizioni nette e testarde, incapaci di cambiare, come sua madre vorrebbe farle credere. Scopre che per amicizia, per amore di qualcuno, si può uscire dal proprio guscio, mostrarsi agli altri per ciò che si è ed affermarsi come individuo con coraggio, perché difendere un’amicizia, non è mai uno spreco di tempo.
Beatrice Salvioni esordisce con questo suo primo romanzo scegliendo come sfondo la sua città, Monza, ai tempi dell’occupazione fascista. Il romanzo è in corso di traduzione in 32 lingue e sono convinta che l’editore, Einaudi abbia avuto un grandissimo intuito nel pubblicare questo libro.
La scrittura di Beatrice Salvioni è quanto di più si possa avvicinare ad un dialogo con la nostra parte infantile interiore, quella noi bambina che si mette a tacere una volta persa l’innocenza, favorendo malizia e pregiudizio. Guardare una società asservita ai luoghi comuni alle maldicenze e alle convenzioni che penalizzano sempre e solo le donne, attraverso gli occhi di una bambina che nel corso delle pagine del libro diventa giovane donna, sblocca sicuramente ricordi e proibizioni attraverso cui tutti siamo passati per crescere.
La Malnata è solo una delle vittime di una mentalità condivisa e diffusa a macchia d’olio che ha lo scopo di confinare il diverso, ciò che non si comprende, arginarlo affinchè non prenda piede, arginarlo perché così ci si sente parte di uno stesso branco.
Leggendo il romanzo, credo che ogni singolo personaggio femminile sia vittima, persino la madre di Francesca, apparentemente in una posizione di privilegio, è vittima di emozioni distruttive, di illusioni e frustrazioni derivanti da sogni infranti e dall’inseguimento di chimere, una donna che cerca conferme in cose effimere e passeggere.
Personalmente, trovo che la potenza narrativa del romanzo e quindi di Beatrice, sia data proprio da una scrittura essenziale, diretta che permette di far intuire uno studio preciso dell’epoca. Non ci sono descrizioni superflue ma scelte di vocaboli che portano il lettore direttamente in quelle strade, in quelle case e in quell’esatta epoca quasi una magia.
Suggerisco “La Malnata” e tutti coloro che amano i romanzi con ambientazione storica ma che soprattutto sanno aprire una finestra sul proprio essere lasciandosi portare a quel sentimento di amicizia che forse solo da bambini siamo in grado di provare in maniera genuina, forse naif ma sicuramente vissuta fino in fondo.
Grazie Beatrice per aver portato a noi la Malnata!
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