CRADLE'S FIVE MOMENTS // Milky Way // XVI RELIGION
Автор: XVI RELIGION
Загружено: 2020-10-15
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Описание:
Autori:
Andrea Di Benedetto (Benni)
Stefano Lunardi (John Princekin)
Produttore :
Luca Brazzorotto (Jack Burton)
Stefano Lunardi (John Princekin) (Sirius)
Benni:
E quando ce ne andremo lasceremo un testo, il resto sarà scritto dentro agli occhi come una conferma, un faro sulla terraferma
maledetta sia quest’isola che stritola i pensieri quando speri in braccia forti a proteggere i cieli
siamo frammenti in queste vite di schegge impazzite nascondiamo sotto questa pelle le stesse ferite
e a te cos’è che ti divora? Cos’è che in te dimora io non so spiegarlo ancora questa è la mia storia
so solo che ho vissuto mille vite e questo rimo ed essere felice di continuo fin dal giorno primo
in faccia ho un Sole che mi acceca senza tregua, un vento che mi graffia il viso nella mente un posto in paradiso
e queste notti sono lunghe, lunghe, impari
ad amarle in uno scontro alla pari,
ho un biglietto per l’interno con due auricolari d’impossibili paesaggi e pensieri immortali
e quando senti la mia voce sembra un grido d’aiuto, puoi sentirlo dalle casse in ogni nostro minuto
forse il tempo le cancella molte cose ma non tutto, perché è così per tutti, è così dappertutto
e quando ce ne andremo lasceremo un testo il resto sarà scritto dentro come una conferma un faro sulla terraferma
io di sicuro sanguinante c’avrò il cuore in mano, ti dirò tieni, te lo regalo.
John Princekin :
È troppo facile per noi al margine, che siamo solo poche sagome venute mosse nell’immagine
vedersi e poi capirsi, aprirsi e poi stupirsi
io che ho dato tutto dappertutto, rimasto solo dentro il tritatutto, ne esco distrutto ma passa tutto no? No! Sono solo lame nella carne, le lame di un tritacarne
cosa vuoi che sia, il sangue cola dalla pelle mia e sale verso l’alto sulla paratia
calmo in caffetteria...immerso nel verde dello schermo che trasmette il cielo in avaria
avvolto dalla quotidianità che cambia piani ed è una forza forte, curva legami come origami
attento!!! Che se non vivi una persona muta in polvere nel tunnel del tempo
e tutto diventa niente, tutto buio, io ho il deserto nella mente, mentre studio
e tutta questa gente non mi dice niente, non sento la corrente, oltre gli occhi hanno le luci spente
e guardo il sole grande salire su...poi scrivo qualche cosa e non ci penso più
dimenticato più di prima, sdraiato sopra la collina...stappo una birra in lattina.
SIRIUS
John Princekin :
Aveva 12 anni nell’86, quando il padre tornò a casa con un cucciolo sul palmo
aveva pianto tanto, sentendo in lontananza due colleghi che scherzavano sopra suo figlio strambo
ma gli umani sono umani no? Parlano a sproposito, sputano su quello che non toccano
il bambino chiese “è mio”? Cortese
il padre disse “si” lo prese o glielo distese sulle gambe tese
da quel giorno inseparabili, non ci fu più un solo pomeriggio che restasse a casa
erano insieme quando il sole sbiadiva gli abiti, erano insieme quando l’acqua sbatteva sopra l’erba rasa
stesi nella sua stanza mentre in radio si parlava dell’effetto dell’esplosione a distanza
Entrambi sopra il letto piccini, mentre contavano le stelle sopra il tetto dei vicini
“conto 1 conto 2 conto 3 ed ora tocca a te” e il cane lo guardava fisso
“conto 1 conto 2 conta 3 ed ora tocca a te” e il cane disse “ti capisco”
Sono i ricordi di un’estate come tante, aggiungici un amico per essere in 2 a sognare
metti che sto amico è un amico che ha 4 zappe e quando gli chiedi qualcosa pure sa parlare
seduti vicino al fiume persi in lunghe chiacchierate a guardare il galleggiante mente danza nelle acque turbinate
mentre le stagioni si sopiscono gli anni passano i bisogni si infittiscono e cambiano
il richiamo della Luna si fece sentire fra le crepe nelle mura del fienile
e il cane non poté dormire, il profumo della vita è un passeggero del vento in viaggio dalle colline
entrò in camera del bimbo ormai ragazzo in fioritura e gli lasciò uno stampo della dentatura sopra la cintura
perché spiegare quell’addio parte della sua natura gli faceva un sacco di paura
a forza di scrollarsi di dosso le foglie gli alberi crescono, si prendono tutto il cielo che riescono
un uomo distinto seduto al parco fuma lento, fissa il prato mentre s’accarezza il mento
e chissà a cosa pensa... con i piedi cancellati dall’alzarsi di una nebbia densa, chissà a cosa pensa...
Mentre ruota un piccolo sorriso nella faccia immensa
fra i colori dell’autunno la notte incombe, il cielo perforato dalle prime stelle all’orizzonte
notte ispiratrice...con un tono sereno e felice l’uomo si curva verso le stelle e dice
“conto 1 conto 2 conto 3 ed ora tocca a te” e il buio lo guardava fisso
“conto 1 conto 2 conto 3 ed ora tocca a te”...
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