Campane chiesa di San Nicola di Bari Lanciano(CH)
Автор: Lorenzo Zulli
Загружено: 2023-08-30
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Sui resti dell'ormai distrutta chiesa di San Pellegrino, a causa di un incendio nel 1226, venne eretta la chiesa di San Nicola, i cui lavori terminarono secondo la tradizione nel 1242 o 1292[1], facendone una delle più antiche chiese del quartiere. Nel 1319 la chiesa divenne parrocchia[2]. Al precedente luogo di culto appartiene probabilmente la statua di San Nicola. La chiesa fu ornata nello stile gotico italiano, e nel XVII secolo ci furono alcuni rimaneggiamenti barocchi che ne ampliarono la pianta originale, aggiungendo tre navate. Nel 1868 la chiesa versava in precario stato di conservazione, e fu restaurata da Filippo Sargiacomo in stile neoclassico; tale restauro però fu infelice perché coperse gli affreschi e gli stucchi impoverirono sostanzialmente tutta la struttura interna.
Nel restauro degli anni '90 fu scoperto il mirabile ciclo di affreschi delle Storie della Vera Croce presso un vano nel campanile, visibile dall'interno.
La chiesa ha pianta rettangolare, con il prospetto che si affaccia sul corso Garibaldi. L'esterno conserva solo la parte di base in stile gotico, con il portale ogivale incorniciato da un timpano polistile sopra cui campeggia la statua di San Nicola, affiancato dallo stemma del comune di Lanciano, e lo stemma della famiglia Ricci che aveva il patronato su alcune cappelle. La parte alta della chiesa è di stampo chiaramente neoclassico. Presso l'ingresso originale, con una piccola porta con lunetta a tutto sesto, si trova il poderoso campanile quattrocentesco tardo gotico, ornato da finestre bifore, una finestra è stata aperta completamente per inserire la campana maggiore. Anche l'ordine inferiore della torre era ornato a bifore, di cui se ne conserva solo una, essendo state le altre murate. La sommità ha quattro dentelli angolari. Accanto alla chiesa, scendendo in fondo, si trova la cappella di San Rocco.
L'interno è a tre navate, suddivisa in quattro campate regolari coperte da volta; lo stile è quello neoclassico del progetto di Filippo Sargiacomo, finanziato nel 1859 dall'arcivescovo Mons. De Vincentiis; l'altare maggiore fu completato nel 1910 per volere del parroco don Filippo De Cecco. Le navate laterali seguono in pianta la ripartizione della navata centrale, ma le coperture sono diverse: a crociera nella navata destra e a vela in quella di sinistra. Inoltre nella pianta si notano delle asimmetrie delle due navate, dato che le mura perimetrali seguono l'andamento orografico della collina; la navata sinistra è stretta dall'ingresso e si allarga verso il presbiterio, la navata destra si restringe dall'ingresso verso il presbiterio.
La copertura del presbiterio prevista a semi-cupola con lanternino sovrastante, è stata sostituita da una calotta su pennacchi sferici con decorazioni geometriche e floreali. L'altare maggiore è costituito da una nicchia ad edicola neoclassica, in cui è collocata la statua del santo Nicola che salva i bambini dall'annegamento, statue leccese, incorniciata da coppie di colonne.
Presso il presbiterio si trovano il coro dei canonici, e due quadri di Innocenzo Giammaria romano, del 1936, che mostrano due miracoli della vita di San Nicola. La struttura di sostegno della navata centrale e degli archi comunicanti con i laterali, è composto da un articolato sistema murario poggiante su un unico basamento parallelepipedo, su cui si elevano coppie di paraste corinzie della navata centrale, e del presbiterio e coppie di colonne doriche per gli archi laterali; la navata centrale è priva di nicchie e di altari.
Gli altari laterali hanno le cappelle dedicate a San Giuseppe col Bambino, al Sacro Cuore, ai Sepolcri, e il capo-altare di sinistra dedicato all'icona della Madonna col Bambino, detta popolarmente "Mamma nostra", dal culto omonimo di Bivongi. Il quadro è una copia di un originale, andato rovinato irreparabilmente per incuria. La chiesa conserva un prezioso fonte battesimale ligneo ottagonale, con dipinto il Battesimo di Cristo; un fonte coevo è conservato nel Museo diocesano di Lanciano. Le vetrate policrome istoriate che abbelliscono la chiesa sono di Michele Cianfrone lancianese, realizzate nel 1999 per volere di Mons. Enzio d'Antonio per il Giubileo del 2000.
CAMPANE:
la chiesa presenta un concerto di 3 campane. le 2 maggiori situate sul campanile principale mentre la piu piccola situata su un campaniletto a vela all'altra parte della chiesa.
I campana: Sol3 fusa probabilmente dalla Fonderia Mari lato corso Garibaldi
II campana: La4
III campana: Lab4 fusa probabilmente dalla Fonderia Marinelli
Buona visione!!!
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