Montagne viste con occhi diversi
Автор: Raffaele Crispino
Загружено: 2025-09-22
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Описание: I Monti Lepini, insieme con gli Ausoni e gli Aurunci, fanno parte della dorsale dei Volsci. La catena montuosa occupa un'area di circa 880 Km2. Le rocce che costituiscono i Lepini sono di natura sedimentaria e più precisamente si tratta di CALCARI e DOLOMIE. I fossili presenti indicano che tali rocce si sono formate durante l'ERA MESOZOICA o secondaria, in un ambiente marino di piattaforma carbonatica, con acque calde e poco profonde, analogamente a quanto oggi possiamo osservare nelle barriere coralline dei mari tropicali. Questo tipo di ambiente si è mantenuto quasi inalterato per oltre 100 MILIONI DI ANNI, abbracciando un arco di tempo che va dal GIURASSICO inferiore (180 Milioni di anni fa) al CRETACICO superiore (70 milioni di anni fa), permettendo la formazione di una potente serie di rocce carbonatiche (calcari e dolomie) dello spessore di circa 3000 metri. Il meccanismo che ha permesso la formazione di queste rocce va ricercato nel lento, ma continuo, processo di sedimentazione che avviene nei fondali marini, dove si accumulano i resti di organismi che utilizzano il carbonato di calcio per costruirsi gusci e scheletri, quali plancton, alghe, coralli, spugne e molluschi. Tra gli organismi vissuti in quelle epoche lontanissime citiamo degli strani molluschi bivalvi di forma conica chiamati RUDISTE, che hanno lasciato testimonianza della loro esistenza all'interno delle rocce con i loro resti fossili. Durante l'ultima parte dell'era terziaria (o cenozoica), circa 7 milioni di anni fa, iniziò l'apertura del bacino tirrenico, provocando complessi movimenti tettonici di tipo compressivo che hanno spinto l'intera struttura verso NE determinandone il sollevamento ed il sovrascorrimento verso la Valle Latina. Dal punto di vista geomorfologico i Lepini sono caratterizzati dal CARSISMO, come è dimostrato dallo scarso sviluppo del reticolo idrografico e dall'esistenza di numerose grotte e cavità. Con il termine carsismo si indicano i processi di dissoluzione chimica ad opera dell'acqua piovana che, essendo dotata di un certo grado di acidità risulta aggressiva nei confronti dei calcari, sciogliendo un grammo per ogni litro ( ogni anno sui Lepini, se precipitano 1000 mm. di acqua ogni mq. (un metro cubo) , si hanno 880 milioni di grammi di roccia, pari a 8800 tonnellate, che ritornano al mare. Spesso si trovano depositi costituiti da ossidi e idrossidi di ferro e alluminio non solubili nell'acqua (bauxite), presenti nella roccia carbonatica come impurità, unitamente a cineriti originate dal vulcanismo dei Castelli Romani e della valle latina. L'infiltrazione e lo scorrimento delle acque sotterranee, è favorito dalle numerose fratture esistenti nella roccia, per mezzo delle quali si sviluppano dei veri e propri sistemi di condotti sotterranei. Sui Lepini sono particolarmente sviluppate anche le forme carsiche sotterranee dette anche ipogee, che fanno dei M.ti Lepini l'area speleologica più importante del Lazio. Sono state rilevate e catastate 467 cavità sotterranee. Tra queste cavità sotterranee predominano quelle a sviluppo verticale (pozzi, camini e inghiottitoi). Le caratteristiche idrogeologiche dei Lepini, non consentono l'esistenza di importanti sorgenti sul territorio montano poiché‚ l'acqua si infiltra quasi totalmente nel sottosuolo. Video e fotografia di Conte Alessio e Raffaele Crispino
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