Gay e Italia - La discriminazione strisciante
Автор: 7x4news
Загружено: 2017-08-20
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Bruxelles, Mikonos e Lesbo sono note per essere fra le località più gay friendly del mondo assieme a Berlino, il Madrilegno Barrio di Chueca, Tel Aviv ed Istambul.
L’Italia si fa attrazione di un consistente turismo omosessuale là dove l’arte, il design e la moda fanno da padrone, dunque Roma e Milano, ma anche città meno prevedibili come Gallipoli e Taormina riescono da anni a polarizzare su di sé l’interesse delle coppie
arcobaleno.
Da giorni però nel mondo LGBT non si parla d’altro che d’una città calabrese, Santa Maria di Ricardi che è riuscita ad attirare, a causa di un anacronistico messaggio whatsapp, l’attenzione dell’inferocito popolo del web e della più pudica stampa.
Anacronistico perché parrebbe evidente l’appartenenza ad un’epoca lontana e senza dubbio dimenticabile. Quella grigia del sonno della ragione, in cui l’HEIL HITLER! stava al contemporaneo BUONGIORNO come il VIETATO L’ACCESSO AGLI EBREI stava all’odierno IO NON POSSO ENTRARE riferito ai nostri animali da compagnia.
E nonostante ciò sembri scontato quasi quanto insulso paia il ricordarlo, c’è qualcuno che a certi metodi d’altri tempi c’è ancora affezionato forse perché influenzato dall’idea che si stava meglio
quando si stava peggio o forse perché da religiosi ultrapraticanti...se Cristo non li accoglie di buon grado in casa sua perché dovrebbero farlo loro nella propria?!
In realtà, ad oggi, l’omofobia non è inserita in alcun manuale di diagnostica psicologica come patologia. È dunque errato pensare che sia medicalmente riconosciuta come malattia.
L’omofobia è una paura irrazionale che si trasforma in repulsione e consiste nel giustificare, condonare o incitare atti di violenza, discriminazione e marginalizzazione contro una persona omosessuale, lesbica, bisessuale o trans.
Questa paura/odio diventa il più delle volte causa di episodi di bullismo scolastico o mobbing da ufficio. Secondo l’Agenzia per i diritti fondamentali, l’omofobia danneggia la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone nella sola Europa.
Anzianità, bigottismo, basso livello di istruzione, indole autoritaria e problemi sessuali sono caratteristiche personali riconoscibili negli individui che soffrono di Omofobia.
L’Italia, purtroppo, è il paese dell’UE con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. Una persona su quattro, nel nostro Paese, crede che l’Omosessualità sia una
malattia.
Secondo i dati del dipartimento di Salute Pubblica i suicidi della popolazione gay legati alla discriminazione omofoba costituirebbero il 30% di tutti i suicidi adolescenziali.
Esemplare il tragico caso di Jamey Rodemeyer, adolescente omosessuale noto per il suo attivismo contro l’omofobia attraverso i suoi video postati su youtube appositamente per aiutare le vittime di discriminazioni e violenze legate all’orientamento sessuale.
Jamie si è suicidato all’età di 14 anni, impiccandosi, a seguito di atti di cyberbullismo omofobico: commenti e messaggi di odio, auguri di morte e insulti, inviati in forma anonima dai suoi coetanei nei social network.
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