Bufera sui rifiuti, appalto milionario ad una ‘società appena nata’: Comune latitante
Автор: Video66
Загружено: 2026-01-18
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Preoccupazione crescente sul futuro del servizio di igiene urbana a Siracusa. A esprimerla è il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistenze, che in una nota firmata dal portavoce Davide Biondini, denuncia una serie di criticità legate alla gestione dell’appalto e a una recente operazione societaria che coinvolge l’attuale affidataria del servizio, Tekra Srl.
Secondo quanto comunicato al Comune di Siracusa il 16 gennaio 2026, Tekra avrebbe proceduto all’affitto di un ramo d’azienda comprendente anche il contratto per l’igiene urbana, indicando come società subentrante la RIS.AM. Srl, con decorrenza dal 1° febbraio 2026. Un passaggio che, secondo il Comitato, sarebbe avvenuto senza alcun confronto pubblico né una istruttoria trasparente resa nota alla cittadinanza.
Dalla visura camerale – sottolinea il Comitato – emergerebbe un profilo societario che solleva interrogativi: la RIS.AM. Srl risulta costituita nel 2025, con un capitale sociale di 20 mila euro, senza dipendenti e con un’attività dichiarata di supporto amministrativo agli uffici. Caratteristiche che, secondo Biondini, appaiono “del tutto incoerenti rispetto alla complessità e al valore di un servizio pubblico essenziale che vale decine di milioni di euro e coinvolge l’intera città”.
La vicenda si inserisce, inoltre, in un contesto già definito “fortemente critico”. Nei mesi scorsi il Comitato aveva denunciato pubblicamente disfunzioni del servizio Tekra, segnalando carenze nello spazzamento e nel lavaggio delle strade, nella gestione dei cestini portarifiuti, nel diserbo, nella comunicazione con i cittadini e nelle attività di formazione nelle scuole, oltre alla mancanza di strumenti di verifica come la customer satisfaction. A fronte di queste criticità, era stata presentata una richiesta di accesso agli atti per conoscere i criteri sulla base dei quali sarebbero state liquidate fatture mensili integrali, richiesta rimasta, secondo il Comitato, senza risposta nonostante un successivo sollecito formale.
“Oggi – afferma Biondini – invece di fare chiarezza su controlli, certificazioni e pagamenti, emerge un’operazione societaria che sembra consentire a Tekra di uscire di scena senza che siano state accertate responsabilità né chiariti i rapporti economici pregressi”. Il Comitato segnala inoltre l’assenza, allo stato, di una verifica pubblica dei requisiti del soggetto indicato come subentrante.
A rendere il quadro ancora più delicato è la presa di posizione delle organizzazioni sindacali di categoria, che, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, avrebbero denunciato un’operazione definita “lampo”, condotta senza confronto con le parti sociali e con possibili ricadute sui lavoratori e sulla continuità del servizio.
Il Comitato richiama infine il Codice dei contratti pubblici, ricordando che il subentro in un appalto non è automatico e non può limitarsi a una semplice presa d’atto da parte dell’ente. “Il Comune – sottolinea Biondini – ha il dovere giuridico di svolgere una istruttoria rigorosa, verificando il possesso dei requisiti economici, tecnici e professionali richiesti dalla gara originaria e accertando che l’operazione non costituisca un aggiramento delle regole di evidenza pubblica”.
Da qui la richiesta di sospendere qualsiasi subentro, rendere pubblici tutti gli atti e le verifiche effettuate e fornire risposte sulla gestione del servizio negli ultimi anni, sui controlli svolti e sui pagamenti effettuati. “La trasparenza non è un’opzione, ma un obbligo – conclude il Comitato – soprattutto quando si tratta di un servizio che incide quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini e sull’immagine della città”.
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