Via Julia Augusta da Albenga a Alassio
Автор: Fitwalking di Enrico
Загружено: 2026-03-01
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VIA JULIA AUGUSTA, DA ALBENGA AD ALASSIO – Camminare con Ely nella storia, con il sole negli occhi.
9,5 chilometri con 259 metri di dislivello complessivo
Ci sono camminate che non sono soltanto chilometri macinati, ma veri e propri viaggi nel tempo. La Via Julia Augusta è una di queste. Un’antica strada romana che collegava Piacenza al fiume Varo, seguendo le coste della Liguria e della Costa Azzurra, ramo della Via Aurelia e collegamento fondamentale tra la Gallia Cisalpina e quella Transalpina. Un percorso tracciato secoli fa, ma battuto dall’uomo fin dalla preistoria.
La nostra camminata parte dalla medioevale Albenga, nel cuore del suo bellissimo centro storico. Le torri svettano sopra i tetti, le pietre raccontano storie antiche e l’atmosfera è quella di una città che ha attraversato i secoli senza perdere identità. Camminare qui è già un’introduzione perfetta a ciò che ci aspetta più avanti.
Attraversiamo il fiume Centa sul ponte E. Viveri e, passo dopo passo, ci lasciamo alle spalle il rumore della città. L’aria è limpida, il cielo completamente terso: il meteo oggi è dalla nostra parte. Sole pieno, temperatura ideale, quelle giornate che ti fanno capire subito che sarà una camminata speciale, da vivere senza fretta.
Raggiungiamo una bella abbazia di San Martino (punto acqua ma state attenti a richiudere ul cancello) nella regione Vadino, punto tranquillo e silenzioso, e poco dopo arriviamo al bivio che sale verso il Monte Bignone, una meta che mi riprometto di raggiungere in un futuro prossimo. Oggi però scegliamo, come da programma, la Via Julia Augusta. Da qui in avanti il tempo sembra rallentare.
Stiamo camminando su un tracciato voluto nel 13 a.C. dall’imperatore Ottaviano Augusto, pensato per unire Roma alla Gallia e alla Spagna. Oggi unisce soprattutto storia, natura e silenzio.
Il percorso è sorprendentemente dolce: per circa quattro chilometri procediamo quasi sempre in piano, alternando asfalto, sterrato e sentieri. Camminiamo tra villette, giardini curati e piccoli orti, con splendide piante di limoni che colorano il paesaggio e accompagnano il passo con il loro profumo. Il sole scalda ma non stanca, e il panorama rende ogni passo leggero.
Lungo la strada compaiono i segni del passato: resti di necropoli, strutture romane, frammenti di storia che emergono dal terreno e ricordano quante vite sono passate di qui prima di noi. Lo sguardo si apre continuamente sul mare, con la Isola della Gallinara che appare e scompare tra un tornante e l’altro, sempre presente, sempre affascinante.
Raggiunta la Chiesa di Santa Croce, iniziamo la discesa verso Alassio. Il cambio di atmosfera è netto: dal silenzio del cammino alla vitalità della città di mare. Scendiamo fino alla spiaggia e camminiamo sulla bagnasciuga, dove la sabbia è compatta e il rumore delle onde accompagna gli ultimi passi fino al molo.
La camminata merita una pausa golosa: un gelato artigianale gustato con calma, fronte mare, come premio finale di una giornata perfetta.
Poi ci addentriamo nel budello, il vicolo principale che corre parallelo al lungomare. È pieno di gente, negozi aperti, voci e colori: non sembra affatto di essere ai primi di marzo. Raggiungiamo il famosissimo Muretto di Alassio, simbolo della città. Le mattonelle raccontano storie di musica, cinema e sport; tra le più emozionanti, quelle dedicate ai campioni del mondo di calcio del 1982, un tuffo immediato nella memoria collettiva italiana.
Per il rientro scegliamo la comodità: torniamo ad Albenga con il bus numero 40, stanchi il giusto e con la sensazione di aver vissuto una giornata piena.
È una camminata che non chiede fatica, ma attenzione. Invita ad ascoltare, a osservare, a rallentare. Con il meteo perfetto e la storia sotto i piedi, ogni chilometro diventa un piccolo privilegio. Qui non si cammina soltanto: si attraversano secoli, accompagnati dal sole e dal mare.
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