Le campane di Cerete (BG) fraz. Cerete Basso
Автор: Mattia Colombelli
Загружено: 2025-12-11
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Cerete (BG) fraz. Cerete Basso - Chiesa parrocchiale di S. Vincenzo M. - Concerto di 5 campane in Mi3 G. Pruneri 1954, Mi3 rif. P. Capanni 1964 - Distesa a 5 campane per la S. Messa festiva.
Le origini della chiesa risalgono probabilmente intorno all'anno Mille essendo nominata già nel 1152, quando era probabilmente annessa al palazzo episcopale del vescovo di Bergamo: il suolo della cripta potrebbe essere riconosciuto come il pavimento di questo edificio più antico. La consacrazione della chiesa attuale risale tuttavia al 1444 e viene menzionata nel resoconto di una visita compiuta da san Carlo Borromeo nel 1575.
La devozione a san Vincenzo venne portata dai prigionieri romani che lavoravano le miniere dell'alta Val Seriana e che liberati scelsero il santo a patrono costruendo la prima chiesa in Bergamo a lui dedicata. Risale al XVIII secolo la traslazione di un martire cristiano presente nelle cripte delle catacombe nella chiesa di san Vincenzo. Ogni anno questa reliquia viene portata in processione.
La chiesa si trova nel centro storico del paese. Il fronte principale si presenta anticipato dal portico aperto su tre lati, a una sola campata con quattro colonne complete di alti basamenti e capitelli in stile rinascimentale, che reggono gli archi a tutto sesto e la volta a crociera. Il portale d'ingresso settecentesco in stile barocco è in pietra grigio e nera. La parte superiore ospita una finestra curvilinea atta a illuminare l'aula. La facciata a salienti anticipa le cappelle laterali interne di altezza inferiore alla parte centrale.
La visita pastorale di San Carlo Borromeo del 1575, lascia una descrizione della chiesa, che si presentava di lunghezza minore, con un presbiterio poco profondo e soli cinque altari. Si ebbe un rifacimento alla fine del Cinquecento o con il prolungamento verso ovest dell'edificio, mentre al 1677 si data la decorazione in stucco di Francesco Odoni, rifatta nel 1747. L'interno a unica navata ospita laterali. La prima a sinistra è della famiglia Ferri e ospita la Pala Ferri opera di Gianantonio Guardi. Segue l'altare dedicato alla Crocifissione con il Cristo Grande della bottega di Andrea Fantoni. La terza cappella a destra è della famiglia Barca, come indica lo stemma presente, e ospita la pala d'altare raffigurante l'Immacolata con San Carlo e sant'Agostino. A destra vi sono tre cappelle di cui la prima dedicata a sant'Antonio da Padova raffigurato negli ornamenti in tesso accanto a due angeli che portano il giglio, attributo che lo identifica. La seconda è dedicata alla santissima Trinità e ai santi Michele, Sebastiano e Francesco. Nelle nicchie sono ospitate le statue dei santi Stefano e Giuseppe. La terza cappella verso il presbiterio è dedicata alla Madonna del rosario con l'altare in marmo policromo dove è posta l'immagine in marmo bianco e in bassorilievo della Vergine.
Il presbiterio è rialzato e accessibile da due ampie gradinate, ed è delimitato dalla balaustra. Grandi tele decorano le pareti presbiteriali. I dieci importanti dipinti del presbiterio de clusonese Antonio Cifrondi, una Estasi di Santa Teresa d'Avila di Paolo Pagani e delle lunette affrescate da Carlo Gaudenzio Mignocchi. L'altare di opera fantoniana è in marmi policromi con paliotto che ospita due statue in marmo bianco. Completa la parte il coro neoclassico opera settecentesca.
Testo tratto da Wikipedia.
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